Veneto (21)

 

COLLI BERICI

EREMO DI SAN CASSIANO (Chiesa-romitorio semirupestre – XVII secolo)
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Località: Lumignano di Longare (VI)

L’edificio che vediamo oggi è stato costruito probabilmente nel XVII secolo a ridosso di una parete rocciosa e inglobando i resti dell’antica chiesa di San Cassiano eretta tra il VI ed VII secolo. Si trovava in corrispondenza di un covolo, o grande grotta, con funzione di abside e chiuso da murature. Legate al luogo di culto e messe in luce nel corso dei secoli sono le tredici sepolture scolpite nella roccia, di cui dieci ancora visibili. L’attuale chiesa, a cui si accede dalla scalinata posta sul lato nord dell’edificio, corrisponde ad una cappella più antica, quella del Santo Sepolcro, un tempo distinta dalla chiesa di San Cassiano. Il complesso religioso divenne proprietà privata della famiglia padovana dei Dottori dal XVII secolo fino alla fine del XVIII, allorquando passò a Nicolò Leoni che nel 1825 lo cedette alla famiglia Da Schio cui appartiene tutt’ora.

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EREMO DI SANTA TECLA IN MONTE (Romitorio rupestre – XII-XIII secolo)

2Località: Lumignano di Longare (VI)

Le origini dell’eremo di Santa Tecla in Monte, costituito da due cavità (covoli) adiacenti che si aprono sotto una piccola scarpata rocciosa, sono piuttosto vaghe. Il più antico documento risalente al 1236 attesta l’esistenza di un monastero femminile dedicato alla Santa (forse del VII-VIII secolo), dotato di una poderosa muraglia di venti piedi poi demolita, per arrivare agli inizi del ’500 con l’insediamento di monaci eremiti che vi resteranno fino alla soppressione napoleonica.


GROTTA DI SAN BERNARDINO (Romitorio rupestre – XV secolo)

Località: Mossano (VI)san bernardino

La grotta, già luogo di romitaggio dal XV secolo, deve il suo nome, secondo la tradizione, all’ospitalità offerta proprio a San Bernardino da Siena. All’inizio del XVI secolo questa cavità, come le altre dei Colli Berici, venne fortificata e trasformata in rifugio per le popolazioni locali quando l’entroterra della Serenissima era sottoposto alle scorrerie delle milizie imperiali. Di quegli anni è l’episodio storico che l’ha resa tristemente celebre: l’eccidio (vennero soffocati con il fumo 1.200 persone) che vi si consumò. All’interno, nella parete destra, pochi metri oltre il muro, si trova scolpita una Madonna con Bambino che testimonia l’uso di questa cavità anche come chiesa. Ma nella grotta di San Bernardino si ritrovano anche testimonianze preistoriche del territorio vicentino; il luogo è stato, infatti, protagonista di numerose campagne di scavi che hanno messo in luce materiali molto interessanti e fanno datare gli strati più profondi tra 250.000 e 150.000 anni.

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EREMO DI SAN DONATO AL COVOLO (Cenobio rupestre – XIII secolo)

Località: Pozzolo di Villaga (VI)

Del luogo suggestivo, dove un tempo si trovava un antico convento, rimangono sole le tracce delle fondamenta a ridosso della parete rocciosa. L’antica chiesa aveva l’abside che faceva tutt’uno con il covolo (grotta). Del romitorio si ha notizia sin dal 1240, quando divenne un monastero benedettino femminile. Probabilmente il complesso monastico di San Donato del Covolo venne abitato fino alle soppressioni ecclesiastiche volute da Venezia nel XVII secolo ed infine del tutto abbandonato e già in rovina con le confische napoleoniche di inizio ottocento. Tuttavia alcuni antri riparati da muri furono adibiti a case rupestri abitate nel corso dell’Ottocento e, forse, anche fino ad inizio Novecento. L’intera area del monte Tondo di Villaga venne requisita per scopi militari non solo durante la Grande Guerra ma anche dai tedeschi, nel corso dell’ultimo conflitto mondiale, che sfregiarono del tutto il complesso demolendo le vecchie strutture murarie del convento.

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COLLI EUGANEI

EREMO DI SANT’ANTONIO ABATE DEL COVOLO (Chiesa e romitorio rupestre – XIII secolo)

Località: Teolo (PD)                                   Sub-area: Parco Regionale dei Colli Euganei

grotta-santantonioPresso il covolo (grotta) dei Colli Euganei, che una pia tradizione indicava come il luogo in cui avrebbe condotto vita eremitica santa Felicita, forse agli inizi del XIII secolo venne fondato l’eremo di Sant’Antonio Abate, ancorché l’esistenza della comunità è documentata a partire dalla prima metà del secolo XIV. Del 1300 è sicuramente la statua della Madonna, scolpita in pietra d’Avesa, che è arrivata fino a noi. Nel 1405 fu unito al monastero padovano di Ognissanti e in seguito donato al monastero di Santa Giustina di Padova. Della primitiva chiesa restano solo alcuni conci, qualche base o cornice di colonne quadrate, inglobate nelle mura della costruzione attuale, peraltro, di recente restaurata.

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EREMO DI MONTE RUA (Complesso cenobitico – XIV secolo)

Località: Torreglia (PD)                       Sub-area: Parco Regionale dei Colli Euganei

monte ruaL’eremo camaldolese di Santa Maria Annunziata è sorto nel 1334 sul monte Rua, nel cuore dei colli Euganei. Dal 1537 il piccolo eremo iniziale si ampliò e divenne un polo spirituale per tutto il Veneto. Fu soppresso nel 1806 in base alle leggi napoleoniche e riaperto solo nel 1863 grazie a Padre Emiliano dell’ordine camaldolese.  Quale tipico eremo di clausura consta di una chiesetta, con pitture murali del XVII secolo, attorniata da quattordici celle a forma di casette e risalenti al 1530. Ogni cella è costituita da una cameretta per il riposo, uno studiolo, una cappella con altare, un bagno e una legnaia; all’esterno, poi, c’è sempre un piccolo orto recintato da un muretto. Molto suggestiva è la passeggiata attorno alla cinta muraria in pietra lunga 1.400 metri.

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FELTRINO

7COVOLO DI SAN MICHELE (Oratorio semirupestre – XV-XVII secolo)

Località: Fonzaso (BL)

Il covolo di San Michele, situato in una nicchia della parete rocciosa alle spalle del paese di Fonzaso, è un piccolo oratorio di epoca incerta affiancato da una dimora merlata (casa del custode o guardiano del fuoco). Nella chiesa è ancora visibile l’affresco dell’Occhio Divino ed una tela raffigurante San Michele. Il custode o guardiano del fuoco aveva il compito di vigilare sul paese, edificato interamente in legno, e dare l’allarme in caso di incendio.

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GARDA VERONESE

EREMO DI SAN GIORGIO (Complesso cenobitico – XVII secolo)

san giorgioLocalità: Bardolino (VR)

L’eremo di San Giorgio si trova sull’omonimo promontorio che domina il tratto di costa orientale del lago di Garda, nella stessa posizione panoramica in cui, tra l’862 ed il 1532, vi era la chiesetta di San Giorgio. E furono alcuni monaci camaldolesi provenienti dall’eremo di monte Rua ad insediarsi nel 1665 ed a fondarlo. Dopo una lunga e buia pausa di due secoli (a partire dal 1810, data della soppressione napoleonica), nel 1993 si favorisce il definitivo ritorno dell’ordine benedettino e quindi della sua conservazione. Oltre alla chiesa di San Giorgio, che custodisce una preziosa tela di Palma il Giovane raffigurante san Romualdo, fondatore dell’ordine camaldolese, la zona di clausura è formata da otto celle disposte su file parallele ed ognuna con un orticello privato.

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EREMO DEI SANTI BENIGNO E CARO (Chiesa-romitorio – XIV secolo)

Località: Cassone di Malcesine (VR)

L’eremo dei Santi Benigno e Caro, ad un paio d’ore di cammino dalla frazione Cassone di Malcesine, è stato fondato nel 1315 in ricordo dei due santi eremiti che tra l’VIII ed il IX secolo vissero in preghiera e penitenza in una grotta vicina. Va da sé che la conformazione attuale in rifugio con cappella è frutto di una radicale risistemazione dell’antica chiesetta effettuata alla fine del XIX secolo.

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MARCA TREVIGIANA

EREMO DI SAN GALLO (Chiesa-romitorio – XV secolo)

Località: Farra di Soligo (TV)                     Sub-area: Quartier del Piave

Secondo la tradizione l’eremo di San Gallo sarebbe stato eretto intorno al 1430 da frate Egidio di Lombardia, sulle rovine del castello caminese distrutto nel 1378, per quanto la chiesetta però sia già citata nel testamento del 1383 di Jacobino da Miane. In passato il luogo di romitaggio era meta di pellegrini e vi ricevevano la benedizione i bambini che non riuscivano ad addormentarsi.

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GROTTA DI SAN GIROLAMO (Romitorio rupestre – XIV secolo)

Località: Nervesa della Battaglia (TV)                               Sub-area: Il Montello

san girolamo11aLa grotta di San Girolamo è la cavità naturale del Montello dove nella prima metà del Trecento ha vissuto da eremita un certo Giovanni proveniente dalla val di Fassa. La grotta è altresì importante perché da lì sorgerà un vero e proprio monastero, la certosa di San Girolamo, che sotto la direzione camaldolese acquisirà un significativo potere in tutta la zona. Con le soppressioni napoleoniche, però, il monastero viene soppresso e finisce per andare in rovina, addirittura senza lasciare traccia della sua esistenza.


EREMO DI SANT’ALBERTO (Chiesa e romitorio – XV secolo)

Località: San Pietro di Barbozza di Valdobbiadene (TV)

Chiesa-di-Sant'-Alberto-San-Pietro-di-BarbozzaQuello di Sant’Alberto è un antico luogo di culto e pellegrinaggio, soprattutto nel periodo estivo, quando si invocava la pioggia nei momenti di siccità. La prima documentazione ufficiale risale al 1488 ma l’eremo viene menzionato anche in epoca successiva, nel 1658, per lavori di ristrutturazione, e più tardi, nel 1706, per ricordare l’opera dell’eremita fra’ Giuseppe Pilla, che qui venne sepolto, come testimonia la lapide tombale posta all’ingresso della chiesa. Nel 1864 fu edificato l’attuale coro e, dopo un anno, fu aggiunto il campanile. Il 1866 segnò l’inizio della tradizione di benedire l’acqua con la reliquia di Sant’Alberto, mentre nel 1932 furono eseguiti altri lavori di abbellimento e consolidamento. Poco a monte della chiesetta vi è la “casa dell’eremita”: è stata abitata fino agli anni Cinquanta quando venne a mancare l’ultima eremita. L’alloggio, dopo un attento restauro, è diventato oggi luogo di soggiorni.


VAL D’ILLASI

EREMO DI SAN MORO (Chiesa-romitorio – XIV secolo)

Località: San Mauro di Saline (VR)                                     Sub-area: Monti Lessini

L’eremo di San Leonardo, meglio conosciuto come eremo di San Moro, è situato a 881 metri sull’omonimo monte ed è stato fondato nel 1388 sopra una precedente chiesetta-monastero del 1145. La chiesa, in stile romanico, consta di tre navate e tre absidi rettangolari, ed il porticato era destinato ad ospitare i pellegrini. Il campanile è a pianta quadrata con quattro bifore, mentre sopra la porta d’ingresso, è ancora visibile un affresco del XIV secolo che raffigura la Madonna con Bambino assieme a San Leonardo e devoti; ma ve ne sono altri all’interno del XVII e XVIII secolo. La chiesa ha beneficiato di un recente restauro.

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VALLE DEL BRENTA

EREMO DI SAN BOVO (Cappella-romitorio – XVIII secolo)

Località: Bassano del Grappa (VI)

Quello di San Bovo è un piccolo oratorio con annessa cella eremitica situato sulla cresta sommitale d’una delle alture sovrastanti Bassano del Grappa. Benché si ha notizia dell’eremo solo a partire dal 1742, l’origine del luogo di culto è sicuramente assai più antica, come testimoniano i graffiti sui due lastroni presenti nell’area antistante l’eremo. Si tratta di graffiti cruciformi di epoche diverse (dall’età del ferro a quella medievale) accompagnati a segni alfabetici d’origine etrusca. Per questo, e per i tanti altri ritrovamenti fossili, il luogo veniva citato nella letteratura scientifica del 1800 come il “paradiso dei geologi”.

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CELLA DELLA VISIONE (Cella eremitica – XIV secolo)

Località: Camposampiero (PD)

15La cosiddetta “Cella della Visione” è il romitorio dell’antico convento di San Giovanni Battista in cui Sant’Antonio dimorò nel corso del suo breve soggiorno a Camposampiero e dove, secondo la tradizione, il Santo ha avuto la grazia di vedere ed accogliere fra le braccia Gesù Bambino. Sempre in questa umile cella il 13 Giugno 1231, a seguito di un collasso e presentendo l’imminente morte, il Santo chiese ai confratelli di venir condotto a Padova, dove non arriverà a causa di un secondo e 15aletale collasso che lo colpirà durante il trasporto su un carro trainato da buoi. Da quel momento, nonostante i vari rifacimenti ed ampliamenti che via via la inglobarono e la trasformarono in cappellina, la cella è stata oggetto di un’incessante devozione. Tuttavia solo alla fine degli anni Novanta, dei lavori di ristrutturazione e restauro hanno permesso di far riemergere il primitivo e sobrio assetto medievale del romitorio, con la finestrella ed il giaciglio: la tavola di pioppo (protetta da una teca di cristallo) su cui è impresso il corpo del Santo.


EREMO DI SAN PIETRO (Chiesa-romitorio – XV secolo)

Località: Mason Vicentino (VI)

16L’eremo di San Pietro si trova nelle colline tra Mason e San Giorgio, immerso nel verde degli ulivi e dei ciliegi. Per quanto la sua origine sia antecedente all’anno Mille e sia stato riedificato nel 1400, già a partire da metà del 1600 appariva completamente abbandonato. Nel XVIII secolo, grazie anche alla solitaria natura del luogo, ricomincia ad ospitare numerosi eremiti, prima di passare dopo il 1861 in mano privata. Completamente restaurato nel 1957 dai padri francescani, che attualmente lo  dirigono, ha saputo riappropriarsi dell’antico splendore. All’interno sono ancora gelosamente custoditi due reliquiari di San Pietro Apostolo e della Santa Croce.


EREMO DI SAN GIORGIO (Chiesa-romitorio – XVII secolo)

Località: Solagna (VI)

Sin dal 1634 è testimoniata la presenza di uno o due eremiti che abitano nelle celle costruite a ridosso della chiesa di San Giorgio; ma è probabile che il luogo sacro sia stato abitato già da molto prima. Sulla spianata sono presenti, oltre all’eremo con la chiesa, un porticato con camino per le braci e, all’estremità orientale, un’antica ghiacciaia trasformata in cappelletta con la statua di San Francesco.

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VALLE DEL PIAVE

GROTTA DI SANTA BARBARA (Santuario rupestre – XX secolo)

Località: Schievenin di Quero Vas (BL)

La grotta di Santa Barbara, in fondo all’abitato di Schievenin, è la chiesetta rupestre ricavata agli inizi del secolo scorso da una spelonca naturale, grazie al lavoro ed alla devozione dei valligiani. Ci si arriva tramite una bellissima 18scalinata in pietra e, all’interno, si può ammirare l’altare in pietra e la statua della Santa, protettrice dei minatori, suggestivamente incastonata in una nicchia della roccia.

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EREMO DI SAN MAURO (Chiesa-romitorio – XIV-XVI secolo)

Località: Santa Giustina (BL)             Sub-area: Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi

L’origine dell’eremo di San Mauro, adagiato a 1.175 metri sul versante orientale del monte Palmar (Dolomiti Bellunesi), è alquanto oscura. La leggenda racconta che il luogo sia stato scelto dagli uccelli che aiutarono il Santo trasportando lassù il materiale da costruzione dal fondovalle. La sua datazione, seppure approssimativa, può fissarsi tra il XIV ed il XVI secolo.

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VALLE DELL’ORSA

SANTUARIO DELLA MADONNA DELLA CORONA (Chiesa semirupestre – XVII secolo)

Località: Ferrara di Monte Baldo (VR)                                           Sub-area: Monte Baldo

coronaIl santuario della Madonna della Corona, dove la “corona” è quella formata dalle pareti rocciose che cingono il terrazzo inaccessibile e strapiombante a 775 metri di quota sopra la val d’Adige, è senza dubbio tra le architetture religiose più ardite. Vi si venera la Madonna dell’Addolorata, rappresentata da una statua di pietra del 1432 che già a partire dal 1530, con l’inaugurazione di una prima chiesetta, è capace di richiamare numerosissimi pellegrini, come testimonia l’imponente mole di ex-voto giunta fino a noi. Tuttavia è plausibile ritenere che l’inaccessibile anfratto sia stato frequentato fin dall’XI secolo da eremiti, infatti si hanno notizie di un romitorio stabile sia nel 1139 che nel 1437. Il vero e proprio santuario viene edificato nel 1600, soprattutto per far fronte al crescente afflusso di pellegrini. Per ovviare poi al problema dell’accesso, fino ad allora alquanto avventuroso e pericoloso, viene realizzato un ponte di pietra, detto ‘ponte del Tiglio’, e scavata una scalinata nella viva roccia. Al di là degli ampliamenti e dei rifacimenti successivi, un ultimo intervento negli anni Settanta ha radicalmente restaurato l’intero complesso sì da renderlo più fruibile e funzionale per i tantissimi visitatori che per tutto l’anno vi si recano.

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VALPOLICELLA

EREMO DI SAN ROCCHETTO (Chiesa-romitorio – IX-XII secolo)

Località: Quinzano di Verona (VR)

La storia dell’eremo di San Rocchetto va fatta risalire all’eremita Alessandro, destinato a divenire vescovo di Verona, che scelse il monte Cavro come luogo ideale per il suo ritiro spirituale. Alcuni secoli dopo, all’epoca delle crociate, sul sacro sito venne edificato un santuario divenuto ben presto meta di devoti pellegrinaggi in ricordo di sant’Alessandro.

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