Piemonte (10)

 

COLLI TORINESI

EREMO DEI CAMALDOLESI (Complesso cenobitico – XVII secolo)

Località: Pecetto Torinese (TO)

camaldolesiLa fondazione del sacro Eremo Camaldolese di Torino, sulle pendici del monte Veglio, si deve al duca Carlo Emanuele I che, nel 1601, dietro suggerimento del suo confessore don Alessandro dei marchesi di Ceva (camaldolese), lo fa costruire quale ex-voto per la fine della pestilenza che aveva sconvolto il Piemonte tra il 1558 ed il 1599. Ma è solo dopo la cessione della certosa di Saint-Pierre Chatel alla Francia (trattato di Lione, 1601) che acquista importanza divenendo sede della cappella capitolare dell’Ordine della Santissima Annunziata e riccamente dotato di rendite, di beni immobili e di opere d’arte sia dai sovrani di casa Savoia che dai cavalieri dell’Ordine stesso. In pratica, si componeva di ventuno celle (o casette con orticello), di una foresteria con annessa cappella, di una chiesa collegata con la cripta dei Cavalieri, di una ricca biblioteca e di un ospizio con annessa infermeria. A seguito dell’occupazione napoleonica del Piemonte, nel 1801 viene soppresso, confiscato e, qualche anno dopo, venduto all’asta. Il primo proprietario dell’ex eremo, il banchiere Giuseppe Reyneri, lo trasforma in una vigna. Dopo il suo fallimento, nel 1849, cambia diverse volte proprietario, subendo ancora demolizioni e trasformazioni, finché viene acquistato, nel 1874 da monsignor Gastaldi, Arcivescovo di Torino, che lo destina a residenza estiva per i seminaristi. Dopo la seconda guerra mondiale, viene ulteriormente trasformato in ostello per le celebrazioni di Italia ’61, prima e poi, in ospedale fino a tutto il 1987.


LANGHE

GROTTA DI SANTA LUCIA (Santuario rupestre – XVI secolo)

Località: Villanova di Mondovì (CN)

2aIl santuario di Santa Lucia è situato nella parete del monte Calvario ad un centinaio di metri sopra il livello della strada e le sue origini sono legate alla leggenda, secondo cui ad una giovane pastorella sordomuta che, in un periodo di gravi alluvioni del vicino torrente Ellero, aveva portato a pascolare il suo gregge nei pressi di un pilone dedicato a Santa Lucia, l’apparizione di una donna dalle sembianze soprannaturali (forse la Vergine Maria) chiese di far spostare il pilone in un luogo più sicuro e riparato, indicandole una cavità naturale che si apriva in alto sulla parete della montagna, e facendole dono dell’udito e della parola affinché potesse diffondere il suo messaggio. La notizia dell’avvenuto miracolo attirò verso la grotta uno stuolo di fedeli, sì da indurre ad ampliare la struttura aggiungendo delle opere in muratura. Oggi dell’originario pilone non è 2brimasta alcuna traccia, si sa solamente che molto probabilmente fosse collocato nella piccola cappella scavata nella roccia che si apre a destra dell’altare attuale dedicato alla Santa. Sulla parete sinistra all’interno della grotta è ancora conservato un bassorilievo datato 1588, la testimonianza più antica del Santuario. Nel corso degli anni alla struttura originaria si aggiunse il monastero, sviluppato su tre piani, di cui sono ancora visibili le antiche cucine, il refettorio ed alcune sale del Seicento.


MONFERRATO

ROMITORIO DELL’ADDOLORATA/MONTE DI CREA (Cappella eremitica – XVII secolo)

Località: Ponzano Monferrato (AL)3

Il romitorio dell’Addolarata è l’unico che sia riuscito a conservare al suo interno la decorazione originaria. Edificato agli inizi del ’600 per volere di Girolamo da Mantova, canonico lateranense, è stato sottoposto a diversi restauri che, per fortuna, non ne hanno alterato i contenuti. All’interno, il gruppo statuario in terracotta policroma raffigurante la Madonna addolorata e sullo sfondo il Golgota con angeli e putti partecipi al dolore della Madre.


ROMITORIO DI SAN ROCCO/MONTE DI CREA (Cappella eremitica – XVI secolo)

4Località: Ponzano Monferrato (AL)

Il romitorio di San Rocco è una cappella a pianta quadrata, con un’abside coperta da una cupola, costruita dai canonici lateranensi all’epoca della peste del 1598. Nel 1850 era già completamente in rovina, e solo tra il 1927 e 1935 furono restaurate la decorazione pittorica ed il gruppo plastico rappresentante il Santo, nella sua tenuta da pellegrino, nell’atto di guarire un appestato accosciato ai suoi piedi, mentre un cagnolino gli porge del pane.


ROMITORIO DI SAN FRANCESCO/MONTE DI CREA (Cappella eremitica – XVII secolo)

Località: Ponzano Monferrato (AL)

5Già romitorio di San Carlo è voluto dal canonico lateranense padre Valerio di Alba che, nel 1683, lo fa realizzare dedicandolo appunto a san Carlo Borromeo.5a Il Santo era raffigurato inginocchiato in preghiera, mentre sulle pareti erano affrescati alcuni episodi della sua vita. Andato in rovina sul finire dell’Ottocento, nel 1919 è stato rifatto e dedicato a san Francesco. All’interno della minuscola cappella si trovano la statua di san Francesco ed alcune piastrelle marmoree con il “cantico delle creature”.


ROMITORIO DI SAN LUCA/MONTE DI CREA (Cappella eremitica – XVII secolo)

6Località: Ponzano Monferrato (AL)

Il romitorio di San Luca, realizzato nel 1612, presenta come gli altri una pianta quadrata ed una copertura a cupola. Le sculture, databili al periodo tardo seicentesco, sono state restaurate e in parte rifatte a metà ’800. L’Evangelista è raffigurato  nell’atto di dare gli ultimi ritocchi alla scultura mariana; sotto il tavolo da lavoro si ritrova placidamente accucciato il bue, suo emblema.


ROMITORIO DI SANT’ALESSIO/MONTE DI CREA (Cappella eremitica – XVII secolo)

Località: Ponzano Monferrato (AL)

7Il romitorio di Sant’Alessio, oggi Sepolcreto dei Frati, è la prima delle cappelle eremitiche che si incontrano scendendo lungo la “via del ritorno” del sacro Monte di Crea nel Monferrato. Edificato nel 1612, originariamente vi erano raffigurati un sant’Alessio in ginocchio ed un papa Innocenzo I con i cardinali e l’imperatore Onorio. A metà dell’Ottocento il romitorio si trovava in completo abbandono e ormai privo della decorazione originaria. Nel 1930 è stato completamente trasformato e destinato appunto a sepolcreto dei frati Francescani.


VAL DI SUSA

GROTTA DELLA MADONNA DI OULX (Santuario rupestre – XX secolo)

Località: La Beaume di Oulx (TO)

La grotta della Madonna di Oulx si trova a La Beaume, sull’omonimo massiccio montuoso dove, secondo la tradizione, si è ritirata a vivere in preghiera santa Maria Maddalena. E’ un’enorme apertura della montagna nella quale, nei primi anni Settanta, la Madonna sarebbe apparsa più volte ad una veggente, generando così una devozione ed un pellegrinaggio che travalicano la stessa regione.

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SACRA DI SAN MICHELE (Complesso cenobitico semirupestre – X secolo)

Località: Sant’Ambrogio Torinese (TO)

Sacra26Grazie alla posizione privilegiata questo luogo era già stato eletto, prima dai romani e poi dai longobardi, a postazione difensiva altamente strategica. Nel corso del X secolo, su iniziativa di un manipolo di eremiti capeggiati da un certo Giovanni, vengono costruite le prime cappelle che da subito riescono ad attrarre un nutrito stuolo di fedeli. Ma si deve soprattutto a Ugo di Montbossier, un ricco signore d’Alvernia, la realizzazione sul finire del X secolo dell’imponente monastero, nucleo centrale della stupefacente struttura che possiamo vedere ancora oggi, consentendo così alla comunità monastica di accrescere la sua influenza con possedimenti che, nel XII secolo, si spingevano addirittura in Francia ed in scalone-dei-morti_ridSpagna. Tuttavia, una serie di successivi accadimenti fa sì che la comunità scivoli verso un graduale e inarrestabile declino fino alla soppressione del centro monastico decretato da Gregorio XV nel 1622. Solo di recente, negli anni ‘90, con un radicale lavoro di restauro si decide finalmente di far tornare agli antichi splendori la Sacra di San Michele, monumento simbolo dell’intera regione: “per la sua storia secolare, per le testimonianze di spiritualità, di ardimento, d’arte, di cultura e l’ammirevole sintesi delle più peculiari caratteristiche che può offrire del Piemonte, nonché per la sua eccezionale collocazione e visibilità”. Una menzione particolare merita la sua architettura, quanto mai originale e complessa, in quanto la basilica a tre navate poggia non già sul terreno ma sulle cappelle preesistenti, e l’insieme del basamento, delle scalinate e dei contrafforti di sostegno è accorpato alle masse rocciose della montagna: un’impresa costruttiva incredibilmente ardita, soprattutto tenendo conto delle limitate tecnologie di quel tempo.

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VAL MAIRA

EREMO DI BELMONTE (Complesso cenobitico – XIII secolo)

Località: Busca (CN)

buscaIl complesso ha origine con la costruzione nel Duecento della cappella della Madonna e della certosa femminile di Santa Maria di Belmonte che, nel Quattrocento, passò alle suore domenicane. Nel Seicento l’eremo venne affidato ai Camaldolesi di San Romualdo e diventò un centro devozionale e di richiamo per i pellegrini. A fianco dell’antica chiesa medievale i frati eressero la nuova chiesa barocca decorata con dipinti del Dalamano e stucchi del Beltramelli. Nell’Ottocento il complesso fu acquistato da nobili locali e arricchito da dipinti di Francesco Gonin. Ereditato dai Grimaldi, nel 1950 il complesso venne donato alla Parrocchia di Carmagnola. Durante la Seconda Guerra mondiale la chiesa abbaziale fu gravemente danneggiata e di questa, pertanto, rimangono solo dei ruderi.


 

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