Molise (15)

 

MONTI DEL MATESE

EREMO DI SANT’EGIDIO (Chiesa-romitorio – IX-X secolo)

Località: Civita Superiore di Bojano (CB)

L’eremo di Sant’Egidio, che si staglia nel mezzo di una verde altura del Matese ad oltre 1.000 metri di quota, è un cenobio cistercense del IX secolo. Originariamente realizzato con funzione di romitorio e di ricovero per i viandanti, secondo la tradizione, ha ospitato il Santo che soleva alimentarsi con il latte di cerva. Per il resto, le uniche testimonianze certe risalgono al ’700 e confermano la presenza stabile di un paio di eremiti. Il complesso nel 1995 è stato oggetto di un lungo restauro che ha riportato alla luce la primitiva abside, permettendo così la sua datazione.

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2aCHIESA DI SANTA MARIA DI ALTO PIEDE (Chiesa rupestre – XIV secolo)

Località: Longano (IS)

2bL’antica chiesa rupestre di Santa Maria di Alto Piede, parzialmente crollata e ingombra di macerie, si trova immersa nella boscaglia appena fuori l’abitato di Longano. Documentata già a partire dal 1309, è costituita da una grotta preceduta da un avancorpo in muratura, in cui si apre il portale in pietra lavorata, mentre sulla parete di 2cfondo della cavità sono state ricavate due nicchie di diverse dimensioni. Di lato alla chiesa, inoltre, si sviluppa un ambiente coperto da una volta a botte in muratura, solo parzialmente conservata, che termina con una grande nicchia absidata un tempo affrescata.       


SANNIO

EREMO DI SANT’EGIDIO (Chiesa e romitorio – XVIII-XIX secolo)

Località: Frosolone (IS)

3L’antica chiesetta di Sant’Egidio, nell’omonima località montana, è stata in epoca altomedievale una cappella con annesso romitorio alle dipendenze del vicino convento di Sant’Onofrio, divenendo assai presto famosa per le cure miracolose che i monaci riuscivano a dispensare agli ammalati. Distrutta all’inizio del Trecento, allorquando la comunità degli antoniani venne dichiarata eretica dalla Chiesa di Roma, la cappella è stata più volte ricostruita ad opera di eremiti fino ad arrivare nel 1704 ad una vera e propria chiesa con romitorio e pozzo per l’acqua. Dopo l’ennesima, devastante distruzione operata dal terremoto del 1805 è stata ancora una volta pazientemente riedificata e, negli scorsi anni Ottanta, restaurata.

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4aCHIESA DI SANT’ERASMO (Chiesa rupestre – XIII-XIV secolo)

Località: Isernia (IS)

La chiesa rupestre di Sant’Erasmo si trova, in stato di desolante abbandono, appena fuori il centro cittadino, nei pressi della confluenza 4del fiume Carpino nel Sordo. L’edificio è stato realizzato sfruttando una cavità naturale di forma ovaleggiante, ampliandola con un avancorpo e un piano superiore in muratura, dove riesce prodigiosamente a conservarsi un affresco del XIV secolo raffigurante la Crocifissione.


CAPPELLA E GROTTA DI SANTA LUCIA (Cappella e romitorio rupestre – III-XVII secolo)

5Località: Miranda (IS)

La piccola e semplice cappella di Santa Lucia, ubicata presso le Coste Grandi, le alture che circondano l’abitato di Miranda e dominano la visuale sull’intera vallata di Isernia, è stata edificata in epoca recente nei pressi della grotta dove, secondo la leggenda, si sarebbe rifugiata la Santa nel tentativo di sfuggire ai suoi persecutori e dove è stata prodigiosamente rinvenuta l’effigie della stessa che oggi viene custodita all’interno della chiesetta.

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CRIPTA DI SANT’ANTONIO ABATE (Chiesa rupestre – XIV secolo)

Località: Pietracupa (CB)

La cripta di Sant’Antonio Abate è accorpata alla omonima chiesa rupestre della Morgia di Pietracupa, denominata “chiesa vecchia”, ed è interamente scavata nella roccia, come attestano i segni lasciati dagli attrezzi. L’ipogeo è costituito da un grande vano circolare con soffitto piano comunicante con uno spazio pressappoco quadrangolare6a che ospita la scala d’accesso. La parte alta del vano circolare è percorsa da un profondo solco orizzontale cui si sovrappongono quattro buche circolari destinate ad accogliere le travi di un’eventuale tettoia. La presenza di alcune nicchie, di qualche capitello e di un’acquasantiera induce a prefigurare un arredo scultoreo, ancorché di difficile datazione. Abitato dai primi seguaci di san Celestino, è stato poi trasformato in tribunale per la Santa Inquisizione e successivamente in prigione e luogo per le esecuzioni capitali. La chiesa odierna, sempre scavata nella roccia, è stata costruita alla fine del Seicento sopra la “vecchia”.

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CRIPTA DI SAN PIETRO IN VINCOLI (Cripta rupestre – XIV secolo)

Località: Sant’Angelo in Grotte di Santa Maria del Molise (IS)

La cripta di San Pietro in Vincoli, rinvenuta verso la fine degli anni Cinquanta, si trova al disotto della omonima chiesa, nell’antico borgo medievale di Sant’Angelo in Grotte, ed è formata da alcuni ambienti parzialmente scavati nella roccia e regolarizzati con pareti in muratura. Di questi, un vano è illuminato da una finestra che si affaccia direttamente sul dirupo sul quale è poggiata la chiesa; mentre un altro, coperto da una volta a botte, ospita un altare in pietra ed è preziosamente affrescato con pitture della fine del XIV secolo che rappresentano le Sette opere della misericordia.

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GROTTA DI SAN MICHELE (Santuario rupestre – XII secolo)

Località: Sant’Angelo in Grotte di Santa Maria del Molise (IS)

La grotta di San Michele, l’unica del Molise in grado di mutuare il culto micaelico assai popolare all’epoca delle crociate, è ancora oggi una delle mete privilegiate per la devozione di numerosissimi visitatori e pellegrini. Le prime notizie storiche sulla sua origine risalgono al 1100, periodo in cui la grotta di San Michele riuscì ad esercitare una così forte attrazione nei confronti degli abitanti delle terre vicine al punto da dar vita al primo nucleo abitativo di Sant’Angelo in Grotte. L’interno è suggestivamente caratterizzato dalle fessure e dagli incavi della roccia, dalle stalattiti dai riflessi verde e rosa ma anche dall’acqua che continua a sgorgare dalla sorgente “miracolosa”.

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VALFORTORE

CRIPTA DI SANTA MARGHERITA DI SCOZIA (Cappella rupestre – XIV secolo)

9Località: Pietracatella (CB)

La cripta di Santa Margherita di Scozia si trova all’interno di una piccola cavità naturale, che forse rappresenta il nucleo originario del culto, al di sotto della chiesa di San Giacomo a Pietracatella. La cripta, che presenta pareti interamente affrescate (XIV secolo) con scene della Natività, è piuttosto rovinata da una persistente umidità.


VALLE DEL BIFERNO

10GROTTA DI SANT’ANNA (Cappella rupestre – XIV secolo)

Località: Busso (CB)

La grotta di Sant’Anna, abbandonata da diversi decenni, si trova in località La Portella ed è stata trasformata in cappella grazie alla costruzione di una volta in muratura e di un altare con sovrastante statua della Santa. Dalla grotta, a pianta rettangolare, mediante alcuni gradini si accede ad un cunicolo che conduce ad un secondo ambiente ipogeo assai più ampio.

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GROTTA DI SAN MICHELE (Santuario rupestre – X-XI secolo)

11Località: Castropignano (CB)

La grotta di San Michele, situata sul fianco di un colle che si eleva non lontano da Castropignano, è una cavità ampia e profonda cui si accede per una china ripida e sassosa. Dentro si ritrovano alcuni gradini consumati dal tempo che la tradizione mutua come i resti di un altare eretto in onore dell’Arcangelo Michele, a ricordo delle numerose apparizioni avvenute in quel luogo.


VALLE DEL SANGRO

EREMO DI SAN LUCA (Cappella-romitorio semirupestre – XVI secolo)

Località: Pescopennataro (IS)

L’eremo di San Luca, parzialmente edificato dentro una grotta, si trova a 1.500 metri d’altezza addossato ad una rupe dell’omonima montagna, in prossimità della strada per Capracotta. In assenza di notizie documentate sulla sua storia, bisogna rifarsi alla tradizione locale, da sempre devota al Santo, che tramanda di un eremita che avrebbe vissuto a lungo in solitudine e povertà nell’antica cappella rupestre. All’interno, un semplice altare in pietra ed una piccola scala a chiocciola che conduce al piano-soppalco superiore adibito ad abitazione.

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VALLE DEL VOLTURNO

EREMO DI SAN MICHELE A FOCE (Chiesa e romitorio semirupestri – XI secolo)

13aLocalità: Castel San Vincenzo (IS)

Sub-area: Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

L’eremo di San Michele a Foce si trova incastonato tra le rocce all’interno di un ampio riparo a mezza costa sulla gola dell’omonimo torrente che attraversa le Mainarde. Seppure in mancanza di dati documentali è possibile ipotizzare che la sua costruzione sia di epoca altomedievale, intorno all’anno Mille, data anche la vicinanza con l’abbazia di San Vincenzo al Volturno e la dedica al culto di san Michele Arcangelo che, proprio secondo la tradizione dell’antico medioevo, era il protettore dei viandanti, pellegrini o pastori che fossero. La modesta struttura in pietra, peraltro di recente restaurata, è costituita da due ambienti di diverso livello: uno più piccolo, a livello più basso, adibito probabilmente a dimora eremitica; e l’altro, sovrastante,  per ospitare la modesta chiesetta.

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CRIPTA DI EPIFANIO (Cripta rupestre – IX secolo)

Località: Castel San Vincenzo (IS)               Sub-area: Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

epifanioLa cripta di Epifanio, posta al di sotto del presbiterio della chiesa di San Vincenzo Minore, all’interno del complesso abbaziale di San Vincenzo al Volturno, edificata nel IX secolo sui resti di una precedente d’epoca tardoromana, venne realizzata in occasione della ristrutturazione della sovrastante chiesa. L’ambiente, parzialmente ipogeo ed a vaga forma di croce greca, è coperto da una volta a botte e, se il braccio occidentale termina con un’abside, quello settentrionale è invece caratterizzato da una prima finestra ad arco accompagnata da una seconda che, nel lato orientale, permette la vista della cripta dalla navata della chiesa. Ma quel che più conta sono gli affreschi che la rivestono, peraltro in ottimo stato di conservazione. Quelli della cripta di Epifanio sono, infatti, tra le testimonianze più significative della pittura altomedievale europea: sia per la qualità tecnica e formale, che per la complessità dei temi rappresentati. Maria-in-Cielo-e-angeliLe raffigurazioni iniziano dal braccio settentrionale con l’immagine-simbolo della mano distesa (del Padre Eterno) seguita dall’incarnazione del verbo in Cristo (l’Annunciazione; la gravidanza di Maria; la Natività; il lavaggio di Cristo; la Crocifissione, sotto cui è raffigurato l’abate Epifanio; la Visita delle pie donne al Santo sepolcro e, all’interno d’una nicchia, il Cristo con i santi Lorenzo e Stefano). E continuano in quello orientale con una bizantineggiante Maria Regina seduta in trono con in braccio Gesù bambino, seguita da scene di martirologi con la Discesa di Cristo nel limbo accompagnato, nella parete opposta, da un gruppo di Sante martiri e, al di là dell’abside centrale, dai Supplizi di san Lorenzo e di santo Stefano. Il ciclo pittorico giunge, infine, al culmine nell’abside dove vengono rappresentate alcune visioni di Giovanni l’Evangelista, richiamate nel Libro dell’Apocalisse; oltre che dall’immagine del Cristo pantocratore nel punto in cui si incrociano i bracci.

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CHIESA DI SANTA MARIA DELLE GROTTE (Chiesa e romitorio semirupestri – VIII secolo)

Località: Rocchetta a Volturno (IS)                    Sub-area: Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

15cLa chiesa di Santa Maria delle Grotte, che deve il suo nome alla presenza di alcune grotte naturali nella zona, è indubbiamente un autorevole esempio di architettura rupestre benedettina. Di origine15b incerta (forse dell’VIII secolo), data la sua particolare posizione nell’antico tracciato che attraverso la valle del Volturno conduceva in Campania, è alquanto logico presumere che fosse una tappa d’obbligo sia per i pellegrini che per i viandanti occasionali, com’è testimoniato dalla presenza all’interno della gigantesca immagine del loro protettore san Cristoforo. D’altro canto non solo le celle monacali e la fornace che recenti scavi hanno messo in luce ma anche la presenza di impianti per la produzione dell’olio e del vino stanno a confermare che la chiesa non era isolata ma faceva parte di un complesso monastico. L’edificio religioso è costituito da due nuclei: uno, più antico, ricavato modellando la roccia in corrispondenza di una cavità naturale, e l’altro, costruito in muratura. Il risultato è l’articolato abbinamento di due distinte navate, collegate da aperture e affiancate da cappelle e piccoli ambienti. Le pareti interne sono riccamente decorate con affreschi databili tra il XIII e il XIV secolo che, oltre a scene della Vita di Cristo, raffigurano l’iconografia di alcuni santi.

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Santa Maria in Grotte Rocchetta a Volturno


 

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