Basilicata (158)

 

CIVITA MATERANA

1CHIESA DEI SANTI COSMA E DAMIANO (Cappella rupestre)

Località: Matera (MT)

Sulle origini della chiesa dei Santi Cosma e Damiano, che faceva parte delle ventitré parrocchie istituite in epoca angioina, non si hanno notizie documentali oltre a quelle riguardanti le pessime condizioni in cui versava nel 1543, tanto da sancirne la chiusura definitiva. La planimetria interna si articola con un vestibolo che precede l’aula da cui si sviluppano due navate con due presbiteri. Ognuna delle navate, a sua volta, termina con un’abside sovrastata da tre piccole nicchie. Non permangono tracce di decorazione.


CHIESA DELLA MADONNA DELLE VIRTÙ (Chiesa rupestre – X-XI secolo)

Località: Contrada La Civita, Matera (MT)

2dQuella della Madonna delle Virtù è ancora oggi una delle più belle chiese rupestri dell’area dei Sassi materani, nonostante l’uso improprio e le trasformazioni che nel corso dei secoli l’hanno interessata: da primitivo centro religioso del X-XIII secolo con l’insediamento di un gruppo di monache agostiniane provenienti da Accon (Palestina), a quello abitativo del XV-XVII secolo ed a quello più recente pseudo-produttivo (come cantina e deposito) del XVIII-XIX secolo. Interamente scavata nella rupe calcarenitica, la chiesa si avvale di una pianta basilicale a tre navate absidate scandite da colonne, con navata centrale coperta da una volta a schiena d’asino elegantemente decorata a bassorilievo e, in prossimità delle absidi, un’ultima campata con delle cupole al cui interno è incisa una croce equilatera. Per quanto qui e là deteriorata dal tempo e dall’umidità la decorazione pittorica della chiesa conserva nella conca dell’abside centrale una Crocifissione con la Madonna e san Giovanni (XVI secolo), opera di stile tardo-gotico di maestri locali; mentre nella navata di sinistra sono evidenti i frammenti di un trittico di Santi (XIII-XIV secolo). Attualmente sia questa che la sovrastante chiesa di San Nicola dei Greci vengono utilizzate come prestigiosi spazi espositivi per mostre di arte contemporanea.

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3cCHIESA DELLE SANTE LUCIA E AGATA ALLA CIVITA (Ruderi di chiesa e cenobio semirupestri – XIII secolo)

Località: Matera (MT)

Del complesso cenobitico delle Sante Lucia e Agata alla Civita, situato alle pendici della gravina in prossimità dell’antica porta materana detta “Postergala”, la chiesa, chiamata anche di Santa Lucia Vecchia, è andata distrutta, mentre del monastero, che dal 1283 al 1797 ospitò le monache di clausura benedettine provenienti dalle Malve, rimangono un portale ed un’alzata rinascimentale.


4CHIESA DI SAN GIACOMO ALLA CIVITA (Ruderi di chiesa rupestre)

Località: Contrada San Giacomo, Matera (MT)

La povera chiesa di San Giacomo, da cui prende il nome la contrada, ormai inesorabilmente distrutta dai continui eventi franosi, aveva una pianta rettangolare ed un soffitto leggermente abbottato, su cui era incisa una croce greca. Le pareti erano ingentilite da nicchie, una delle quali accoglieva una cisterna per la raccolta dell’acqua.


CHIESA DI SAN GIULIANO (Chiesa rupestre)

Località: Contrada Ponte di San Giuliano, Matera (MT)

Quella che un tempo doveva essere la chiesa rupestre di San Giuliano si trova nella omonima contrada, in prossimità della grotta del Diavolo. Il culto a Matera per San Giuliano l’Ospitalere, nobile francese (o belga) vissuto probabilmente nel VII secolo, è attestato da un affresco rinvenuto nella Cattedrale che, stilisticamente, richiama le raffigurazioni (metà XV secolo) di san Giuliano e di san Pietro martire presenti nella chiesa rupestre di San Nicola dei Greci.


CHIESA DI SAN NICOLA DEI GRECI (Chiesa rupestre – X-XI secolo)

Località: Contrada La Civita, Matera (MT)

nicola greciLa chiesa rupestre di San Nicola dei Greci, posta al di sopra di quella della Madonna delle Virtù, è quel che rimane d’un insediamento cenobitico già attestato nel X secolo, allorquando si ritrovò ad ospitare le penitenti provenienti dalla Palestina al seguito del vescovo Andrea. La chiesa attuale, dopo i crolli che hanno interessato l’accesso e buona parte dell’aula, si presenta con la zona presbiteriale ripartita in due navate absidate da un pilastro quadrangolare, e con le pareti arricchite da affreschi talvolta assai rovinati e scarsamente leggibili ma di notevole fattura. Come la Santa anonima e bizantineggiante (XII secolo) raffigurata sul pilastro; il dipinto palinsesto con altri Santi nella navata di sinistra; il trittico (XIII secolo) dei Santi orientali, Nicola, Barbara e Pantaleone, nella conca absidale, seguito da una Madonna con Bambino (XII secolo) ed un Santo monaco, probabilmente Francesco o Nilo. E come la Crocifissione (XIII-XIV secolo), inserita in un riquadro trapezoidale, con il Cristo patiens tra la Vergine e l’apostolo Giovanni nell’abside della navata di destra, seguito da un sant’Antonio abate (XV secolo) e da un san Pietro martire, opera  tardo-gotica del XV-XVI secolo. Per il resto, al di là delle notizie bibliografiche sia pure lacunose e contraddittorie, è comunque accertato che la chiesa si trova parzialmente diruta sin dal 1544 e che a partire dal 1665 verrà profanata e via via trasformata in abitazione.

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7CHIESA DI SAN NICOLA DEL SOLE (Ex cappella rupestre)

Località: Matera (MT)

La chiesa di San Nicola del Sole, da tempo trasformata in abitazione privata, era una cappella di San Pietro Barisano (già attestata nel 1543-44) con la porta d’ingresso provvista di una finestrella sovrastante, intagliata nella roccia a forma di croce greca.                                                           mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm                   mmmmmmm                                                                                   mmmmmmmmmm      


CHIESA DI SAN PIETRO DA MORRONE (Ex chiesa rupestre – XII-XIII secolo)

Località: Contrada La Civita, Matera (MT)

Scoperta di recente nel cuore del rione storico di Matera, la chiesa rupestre di San Pietro da Morrone è stata scavata nel banco calcarenitico probabilmente tra il XII ed il XIII secolo. Già attestata in epoca angioina ed ancora attiva fino ai primi anni del Seicento, la chiesa è stata poi trasformata in abitazione e cantina. All’interno, un pregevole affresco raffigurante un Santo barbuto (san Celestino?) si accompagna ad altri frammenti ancora visibili sulle pareti, tra cui una Madonna adorante.

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9CHIESA DI SAN POTITO (Ex chiesa rupestre)

Località: Matera (MT)

Della chiesa rupestre di San Potito, nei pressi di piazza del Duomo, dopo che gli ambienti sono stati del tutto manomessi per trasformarla in abitazione privata, sono scomparsi sia i segni dell’originaria architettura che quelli della decorazione interna.                                                                    mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm                       mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm                             


CHIESA DI SANT’ANGELO DE CIVITA (Ex chiesa rupestre – XIII-XIV secolo)10

Località: Contrada La Civita, Matera (MT)

La chiesa di Sant’Angelo de Civita, attestata nel 1543 e gestita dalle monache di Santa Lucia, nonostante le varie trasformazioni subite, conserva ancora i segni dell’antico luogo di culto. L’interno, stretto e lungo, presenta tre archi che ripartiscono l’ambiente in tre navate, di cui l’ultima absidata; mentre al di sotto del piano di calpestio sono state rinvenute alcune tombe e vecchie fosse probabilmente utilizzate come ossari.                           mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm                 


CRIPTA DEL CROCIFISSO A SCATTOLINO (Chiesa rupestre)

11Località: Contrada Sgarrone alla Stradella, Matera (MT)

La cripta del Crocifisso o di Sant’Andrea a Scattolino, la vecchia contrada di Matera da cui prende il nome, era parte integrante di un’antica pecchiara (apiario). La struttura a pianta quadrata presenta un soffitto con volta a botte mentre degli affreschi che un tempo l’abbellivano rimangono solo dei riquadri dove si intravvedono i Dottori della Chiesa ed una parete con una Crocifissione affiancata dai volti di due santi.


12CRIPTA DEL CROCIFISSO VECCHIO (Ex chiesa rupestre)

Località: Matera (MT)

Di una parte della chiesa rupestre del Crocifisso Vecchio, pressoché interamente abbattuta nel corso dei lavori per la nuova strada di collegamento dei Sassi nel 1935, si possono ancora rilevare delle tracce di affreschi, ancorché corrose e sbiadite dall’esposizione, sulle residue pareti laterali; mentre di un’altra parte, inglobata in un’abitazione privata, si conservano meglio alcuni elementi della vecchia architettura accompagnati da altri affreschi meno deteriorati.


CRIPTA DELLA CIVITA (Chiesa rupestre)13

Località: Contrada La Civita, Matera (MT)

La cripta della Civita, situata in alto fra il conservatorio di San Giuseppe e la cripta di San Benedetto, è costituita da un’ampia aula con due archi parabolici divisi da uno smunto pilastro che introduce al presbiterio dove, un po’ decentrato nella parete di fondo, è inscritto l’arco absidale. Negli intradossi degli archi si rilevano tracce di affreschi oramai pressoché illeggibili.                    mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm                          mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm                     


CRIPTA DELLA SANTA CROCE (Cappella rupestre)

Località: Matera (MT)

La cripta della Santa Croce, che almeno fino alla sistemazione di piazza San Francesco si trovava proprio sotto uno scantinato privato, constava di un’ampia arcata che separava l’aula dal presbiterio e di alcuni affreschi alle pareti. Ora, dopo i lavori, il cunicolo di accesso all’ipogeo risulta irrimediabilmente occluso.


15CRIPTA DI SAN BENEDETTO ALLA CIVITA (Ruderi di cappella rupestre – XII-XIII secolo)

Località: Contrada La Civita, Matera (MT)

Della cripta di San Benedetto alla Civita, danneggiata nei secoli da calamità naturali e quasi del tutto cancellata con la costruzione nel 1934 di una nuova strada, è rimasto un misero ambiente di pochi metri quadrati che tuttavia riesce a conservare i resti di alcuni affreschi risalenti al XII e XIII secolo.


16CRIPTA DI SAN BIAGIO (Ruderi di chiesa rupestre)

Località: Matera (MT)

Dell’antica chiesa ipogea di San Biagio, dopo la costruzione nel 1642 della sovrastante nuova chiesa in muratura, rimangono pochi e labili resti, come un arco appena visibile e tre bassorilievi racchiusi sulla facciata originaria della cripta, in seguito utilizzata come cantina.


17CRIPTA DI SAN GIACOMO O PORTA EMPIA (Ex cappella rupestre)

Località: Matera (MT)

Quella di San Giacomo o di Porta Empia, proprio perché relegata in un vicoletto dietro quella che una volta era un antico accesso alla civita, tutto può sembrare fuorché una cripta rupestre, a causa della profonda profanazione che il luogo di culto ha subito per realizzare una cucina in muratura ed una stalla con mangiatoia.                                                                               mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm              


CRIPTA DI SAN MARCO IN PLATEA (Cappella rupestre)

Località: Matera (MT)

18La cappella rupestre di San Marco in Platea, venuta recentemente alla luce nell’atrio di palazzo Alvino e visibilmente degradata dall’uso improprio (deposito o magazzino) che per secoli ne è stato fatto, seppure di modeste dimensioni può però vantare una certa importanza sotto il profilo architettonico e pittorico. La cripta, con soffitto vagamente a schiena d’asino, è infatti ripartita in due da un arco trionfale (arco a sbalzo poggiante su due colonne con capitelli) e tanto il catino absidale di fondo quanto le pareti sono affrescate con immagini sacre.

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CRIPTA DI SAN PIETRO ALLA CIVITA (Cappella rupestre)19

Località: Contrada La Civita, Matera (MT)

La cripta di San Pietro alla Civita, scoperta all’inizio del secolo scorso in seguito ai lavori per la costruzione del nuovo Seminario nella zona della cattedrale, è situata a circa dieci metri di profondità e conserva alcune raffigurazioni di San Pietro e delle iscrizioni sull’architrave d’ingresso. Purtroppo il cunicolo d’accesso è stato fagocitato da successivi lavori di adattamento dell’area.                                    


CRIPTA DI SANT’EUSTACHIO DE POSTERGA (Cappella rupestre)

20Località: Matera (MT)

La cappella rupestre di Sant’Eustachio de Posterga, riportata in luce nei primi anni Novanta con lo sgombero delle macerie che ne ostruivano l’accesso, si trova al disotto del giardino del Conservatorio di San Giuseppe, nei pressi della Cattedrale materana. La struttura interna si presenta con tre navate ripartite da pilastri quadrangolari ed il soffitto è ingentilito da alcune cupolette di buona fattura. Qui e là sono rinvenibili frammenti di affreschi accompagnati da iscrizioni graffite che richiamano i santi Leo, Benedetto, Mauro e Scolastica.


SASSO BARISANO

21CHIESA DI SAN LORENZO DEI LOMBARDI (Ex chiesa rupestre)

Località: Matera (MT)

Dell’antica chiesa di San Lorenzo dei Lombardi, peraltro già sconsacrata a partire dal 1594 e quindi riutilizzata nei modi più diversi, oggi rimane soltanto un altare all’interno di un’ampia nicchia absidale.                      mmmmmmmmmmmmm                                                            mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm                                                     mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm                             


CHIESA DI SAN MARTINO DEI LOMBARDI (Ex chiesa rupestre – XV secolo)

Località: Matera (MT)

Della chiesa di San Martino dei Lombardi, attestata in documenti ufficiali del Quattrocento, date le trasformazioni subite dall’impianto originario per adattarlo alle varie destinazioni d’uso, rimane solo un arco a tutto sesto arricchito da bassorilievi raffiguranti il Santo assieme a tre angeli.


CHIESA DI SAN PAOLO (Ruderi di chiesa semirupestre)23

Località: Matera (MT)

Di quella che fu la chiesa di San Paolo, peraltro attestata nel 1543-44, rimangono solo delle labili tracce. A parte l’ingresso originario murato per la realizzazione della strada che penetra nel Sasso Barisano, la chiesa presenta una parte costruita ed un’altra scavata nel banco roccioso dove la presenza ancora leggibile di due nicchie e di un catino absidale testimoniano l’antica architettura del luogo di culto.                                                                                                       


CHIESA DI SAN PIETRO BARISANO (Chiesa rupestre – XI secolo)

Località: Matera (MT)

La chiesa di San Pietro Barisano, tipico esempio dell’architettura rupestre dei Sassi (avancorpo in muratura ed interno scavato nell’ammasso tufaceo) e fino a poco tempo fa conosciuta come “San Pietro in Veteribus”, risale24b all’anno Mille; fatti salvi la facciata ed il campanile che appartengono ad una radicale ristrutturazione del 1755. La chiesa, dopo il lungo periodo di abbandono e decadimento che ha seguito lo sfollamento dei Sassi negli anni Cinquanta, è stata di recente oggetto di un attento restauro conservativo. Gli ambienti interni constano di tre navate, ripartite da archi a tutto sesto poggianti su colonne, e ben sei altari scavati nel tufo. Al di là di quello maggiore settecentesco, sono degni di nota, nella navata di destra, il primo altare dedicato alla Sacra Famiglia accompagnato dagli affreschi venuti alla luce durante il recente restauro che raffigurano il volto della Vergine e di alcuni santi, come Caterina, Canione, Agostino, Eustachio e Rocco; mentre il secondo altare si avvale di un altorilievo policromo della Madonna con Bambino. Nella navata di sinistra, invece, vanno rilevati il secondo altare con un gruppo scultoreo dell’Annunciazione ed il terzo, dedicato al Santissimo Crocifisso con sculture ed affreschi sei-settecenteschi. Accanto a quest’ultimo, la scritta “sancta sanctorum, introduce attraverso la sacrestia nella cripta in cui, oltre ad alcuni affreschi, è stato di recente rinvenuto un ossario, ovvero un ambiente ipogeo con la presenza di particolari nicchie per la sepoltura cosiddetta “a scolare”, giacché la porosità della pietra calcarea consentiva di assorbire i liquidi organici della decomposizione del defunto messo lì a sedere.

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CHIESA DI SANTA CESAREA (Ex chiesa rupestre)25

Località: Matera (MT)

Dopo la profanazione e le conseguenti trasformazioni subite, della chiesa di Santa Cesarea possiamo solo prefigurare che almeno uno dei suoi ambienti, probabilmente l’antica sagrestia, fosse interamente affrescato.                                 mmmmmmmmmmmmmmmmmmmm                                        mmmmmmmmmmmmmmmm                                                                                    mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm                                                                    


CHIESA DI SANTA MARIA LA VETERA (Ex chiesa rupestre – XII-XIII secolo)26

Località: Matera (MT)

Di quella che fu la chiesa di Santa Maria la Vetera, già attestata nel 1289, prima che la struttura venisse profanata e rimaneggiata per usi abitativi, rimangono un ambiente a navata unica con un arco a tutto sesto che divide l’aula dal bema, seguito da un altro arco di trionfo che precede il presbiterio con volta a crociera. Qui e là sono tutt’ora rilevabili le tracce degli affreschi che un tempo l’abbellivano.                                                                     mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm              


CHIESA DI SANT’ANTONIO ABATE (Chiesa rupestre)

Località: Matera (MT)

2727aLa chiesa di Sant’Antonio Abate, in pieno Sasso Barisano, nonostante le modeste dimensioni presenta un’architettura piuttosto aggraziata ed armoniosa. L’interno, interamente scavato nella roccia ed a navata unica, è preceduto da un avancorpo in muratura realizzato nel Settecento.  mmmmmmmmmmmmmmmmmm             

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CHIESA DI SANTO SPIRITO (Chiesa rupestre – IX secolo)

Località: Matera (MT)

La chiesa di Santo Spirito, all’origine un insediamento benedettino posto al di fuori delle mura dell’antica Matera, è oggi una parte di quegli ambienti ipogei sottostanti la piazza Vittorio Veneto riportati alla luce agli inizi del ‘90. Dell’impianto iniziale a tre navate risalente al IX secolo, dopo le profonde modifiche subite tra il ’500 ed il ’600 ed il suo utilizzo come abitazione, a partire dalla fine dell’Ottocento, rimane ben poco. In ogni caso, le pareti interne conservano ancora le tracce degli affreschi di buona fattura che un tempo le impreziosivano.

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CRIPTA DI SAN GUGLIELMO (Cappella rupestre)

29aLocalità: Matera (MT)

La cripta di San Guglielmo si trova sotto l’attuale chiesa di Sant’Agostino edificata nel 1747 e vi si accede attraverso un passaggio a sinistra dell’altare maggiore. La chiesa rupestre, intitolata a San Guglielmo in quanto luogo d’incontro del santo con Giovanni da Matera, è impreziosita dai diversi affreschi che ne ricoprono le pareti: come una Crocifissione, una Madonna con Bambino, un sant’Agostino e, soprattutto, una Santissima Trinità a ridosso dell’altare.

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30CRIPTA DI SAN PLACIDO FUORI LE MURA (Ruderi di cappella rupestre – XII-XIII secolo)

Località: Matera (MT)

Di quella che fu l’architettura originaria della cappella rupestre di San Placido fuori le Mura oggi rimangono in vita ben pochi elementi. All’interno, una semplice e spoglia aula termina in un angusto presbiterio; mentre il soffitto è leggermente arcuato con piccoli gradini laterali.                                                        mmmmmmmmmmmmmmmmmmm                                mm


31CRIPTA DI SAN VITO DEI LOMBARDI O DELLA MADONNA DELL’AIUTO (Cappella rupestre – VII-VIII secolo)

Località: Matera (MT)

La cappella rupestre di San Vito dei Lombardi o della Madonna dell’Aiuto, una delle ventitré parrocchie materane istituite sotto Carlo d’Angiò, è costituita da vestibolo ed aula distinti da un arco a tutto sesto. Un altro arco trionfale a tutto sesto fa da cornice all’altare maggiore con alzata decorata a bassorilievo.                          mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm     mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm               m


32CRIPTA TRIABSIDATA (Ex cappella rupestre)

Località: Matera (MT)

Per quanto sia inequivocabilmente un antico luogo di culto, la cripta triabsidata rinvenuta di recente presenta numerose e profonde manomissioni delle parti architettoniche per l’impropria destinazione ad abitazione privata perpetrata al tempo dello sfollamento del rione Sassi.


SASSO CAVEOSO

CHIESA DEI SANTI SIMEONE E GIUDA (Ruderi di chiesa rupestre)33

Località: Matera (MT)

A testimonianza della chiesa rupestre dei Santi Simeone e Giuda, che faceva parte delle ventitré parrocchie istituite in epoca angioina, rimangono le residue tracce di un rilievo lobato che sovrasta la porta d’accesso.                        mmmmmmmmmmmmmmmmmm                                                  mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm                       mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm                       


CHIESA DELLE SANTE LUCIA E AGATA ALLE MALVE (Chiesa e cenobio rupestri – VIII-IX secolo)

Località: Contrada Casalnuovo, Matera (MT)

Il complesso cenobitico delle Sante Lucia e Agata alle Malve, risalente all’VIII-IX secolo, venne realizzato per35b35a accogliere la prima comunità monastica femminile benedettina che, per oltre un millennio, dopo i trasferimenti alla Civita e poi al Piano, ha in qualche modo intrecciato la propria storia religiosa con quella socio-culturale della città. Sul piano strutturale il fronte esterno si sviluppava lungo la parete rocciosa della gravina con tutta una serie di cavità romitorie appannaggio della comunità; mentre la chiesa, di notevoli dimensioni e rimarcata da blocchi squadrati di tufo, si articolava su tre distinte navate: quella di destra, con l’ingresso attuale, aperta al culto e le altre due successivamente trasformate in abitazioni fino agli anni Cinquanta. La navata centrale era arricchita da un’iconostasi preziosamente decorata con una serie di affreschi che, a causa degli interventi di trasformazione, si ritrovano in buona parte trasferiti nella navata di sinistra. Tra questi si evidenziano per bellezza quello della Madonna del Latte (galaktotrophousa) e di san Michele Arcangelo, all’interno di due nicchie ed entrambi databili alla seconda metà del XIII secolo; di san Gregorio (seconda metà del XIII secolo) sul grande pilastro di separazione; di san Benedetto e santa Scolastica (fine XIII secolo) nell’intradosso dell’arco, a sinistra dell’ingresso. Nella navata di destra, invece, si rinviene un grande pannello raffigurante l’Incoronazione della Vergine, accompagnata ai lati da san Giovanni Battista, san Pietro, san Lorenzo e santo Stefano; più avanti, una trecentesca Deposizione di Cristo seguita da san Nicola di Myra (XIV secolo), santa Lucia (XVIII secolo) e san Vito martire; e infine una seicentesca Madonna con Bambino.

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CHIESA DI SAN CLEMENTE (Ex chiesa rupestre)36

Località: Matera (MT)

Pure quella di San Clemente faceva parte del gruppo di chiese elevate a parrocchia, al tempo degli Angioini, per favorire le donne che volevano assistere alle funzioni in tutta sicurezza. Ma della primitiva cripta ormai rimane poco o nulla, giacché a partire dal Seicento verrà profanata ed il complesso grottale in cui è inserita trasformato in un’azienda molitoria.                       mmmmmmmmmmmmmmmmmm                                                                               


CHIESA DI SAN GIOVANNI IN MONTERRONE (Chiesa rupestre – X-XII secolo)

Località: Contrada Casalnuovo, Matera (MT)

37dLa chiesa di San Giovanni in Monterrone, che si articola in due dei tre ambienti che costituiscono il complesso rupestre di Santa Maria de Idris con la quale, peraltro, comunica attraverso uno stretto corridoio ricavato accanto all’altare, risale al X secolo ed è una delle più antiche dell’intera regione. La struttura della cripta di forma irregolare comprende diversi vani, tra cui quello più grande a navata unica è dotato di un fonte battesimale in pietra di età medievale e di preziosi affreschi palinsesti. In particolare sulla parete frontale è visibile la raffigurazione del volto di sant’Andrea assieme a frammenti di una Madonna con Bambino del tipo glykophilousa (XII secolo) e di altri santi ignoti; mentre su quella sinistra, all’interno di due nicchie decorate, si possono riconoscere un san Pietro Apostolo ed un san Giacomo Maggiore (XIII secolo) seguiti da un’Annunciazione (XII secolo) a sua volta sovrastata dal Battesimo di Gesù. Altri affreschi interessano l’ambiente di collegamento con Santa Maria de Idris e riguardano un Cristo pantocratore (XII secolo), un arcangelo Michele ed un san Nicola Vescovo (XIII secolo) oltre a frammenti di un Santo monaco non identificato (XIII secolo).

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38CHIESA DI SAN LEONARDO (Ex cappella rupestre – XIV-XV secolo)

Località: Contrada Casalnuovo, Matera (MT)

Della chiesa di San Leonardo si sa solo che nella prima metà del Cinquecento esisteva già e che successivamente, e per lungo tempo, è stata adibita a forno pubblico. Nonostante le manomissioni subite la struttura lascia comunque prefigurare le due navate ripartite al centro da un pilastro da cui si dipartono due archi a tutto sesto: quella di sinistra, a parte una nicchia con tracce di dipinto, comprende tre nicchie absidali di fondo provviste di altare; mentre quella di destra del tutto trasformata conserva ancora frammenti illeggibili di affreschi alle pareti.


CHIESA DI SAN NICOLA DE CUPA (Ex chiesa rupestre – XIV-XV secolo)39

Località: Contrada Casalnuovo, Matera (MT)

Della chiesa rupestre di San Nicola de Cupa, prima delle tante e significative trasformazioni subite, sia all’interno che all’esterno (l’ultima risale al 1932, in occasione della realizzazione di una nuova strada), non si hanno altre notizie oltre ad una attestata funzionalità nella prima metà del ‘500.                                             mmmmmmmmmmmmmmmmmm  mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm                       


CHIESA DI SANTA BARBARA (Chiesa rupestre – IX-XI secolo)

Località: Contrada Casalnuovo, Matera (MT)                              

santa-barbara-materaLa chiesa di Santa Barbara, uno dei gioielli rupestri di Matera, si trova scavata sul costone della gravina e collegata a via Casalnuovo da una scalinata. La struttura interna, che si rifà ad un’architettura tipicamente bizantina (IX-XI secolo), propone un nartece che precede la chiesa vera e propria, a navata unica di forma trapezoidale, provvista di banchina laterale, a sua volta distinta dal presbiterio da un’imponente iconostasi ingentilita da bifore. Non trascurando l’altro ambiente che si apre sulla destra della navata, comunemente riconosciuto come “cella del custode”. Nel bema è presente il catino absidale, all’interno del quale è collocato l’altare maggiore pregevolmente rifinito; mentre un secondo altare è addossato alla parete destra della navata. Di notevole fattura l’apparato pittorico, per lo più presente sull’iconostasi, che comprende una Madonna con Bambino ed altri cinque pannelli agiografici di santa Barbara, tutti ben conservati e risalenti al XV-XVI secolo.

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CHIESA DI SANTA MARIA DE ARMENIS (Chiesa e cenobio semirupestri – XI secolo)

Località: Contrada Casalnuovo, Matera (MT)

Le origini della chiesa di Santa Maria de Armenis, in mancanza di notizie certe e documentate, si prestano ad ipotesi apparentemente contraddittorie: da una parte, si è propensi ad indicarla come uno dei tanti cenobi benedettini datandola verso la fine dell’XI secolo; e dall’altra, si ritiene invece che i benedettini abbiano sfruttato una chiesa rupestre preesistente scavata dagli armeni (da qui la ragione della sua intitolazione) presenti nella zona sin dal VI secolo. Ad ogni buon conto il complesso risulta ufficialmente attestato nei primi anni del ’500, allorquando viene fatto realizzare un altare in tufo ed una statua della Madonna con Bambino; e più avanti, verso la fine del Seicento quando viene affidato alla Confraternita di San Francesco di Paola che vi resterà fino al 1774. Da qui in avanti l’impianto monastico verrà gravemente manomesso per trasformarlo in abitazione privata. Al di là della facciata romanica, la chiesa attuale, a navata unica e voltata a botte, presenta un grande arco ribassato che separa l’aula dal presbiterio coperto a cupola, con evidenti tracce di affreschi alle pareti.

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CHIESA DI SANTA MARIA DE IDRIS (Chiesa rupestre – XII-XIII secolo)

42bLocalità: Contrada Casalnuovo, Matera (MT)

La chiesa di Santa Maria o della Madonna de Idris, dal greco odighitria (colei che mostra la via, o l’acqua), occupa il primo dei tre ambienti rupestri in parte costruiti e in parte scavati nel Monterrone, lo sperone tufaceo che domina il Sasso Caveoso e di cui fa parte l’omonima chiesa di San Giovanni. La chiesa, con un avancorpo in muratura ed un piccolo campanile a vela, per colpa dei numerosi rimaneggiamenti subiti nel corso dei secoli, non conserva alcunché dell’originaria struttura. Persino gli affreschi, alquanto deteriorati per l’umidità, che interessavano la navata sono stati per lo più asportati e conservati altrove, e i pochi dipinti di discreta fattura, come una Madonna con Bambino sull’altare ottocentesco accompagnata da una Sacra Famiglia, una “Conversione di sant’Eustachio” ed un sant’Antonio, risalgono al Seicento.

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CHIESA DI SANT’ELIGIO O DELL’ANNUNZIATA/CONVICINIO DI SANT’ANTONIO (Chiesa rupestre – XIV secolo)

Località: Contrada Casalnuovo, Matera (MT)

43aQuella di Sant’Eligio o dell’Annunziata è una delle quattro chiese che compongono il complesso rupestre denominato “Convicinio di Sant’Antonio”. La cripta, per quanto dissestata e modificata per trasformarla in cantina, come il resto del complesso, dopo la profanazione (fine ‘500), mostra ancora una pianta piuttosto leggibile, con un’ampia aula seguita dal presbiterio absidato che racchiudeva l’altare. In quanto alle decorazioni che un tempo l’abbellivano, va sicuramente menzionata la Deésis, con il Cristo pantocratore tra la Vergine ed il Battista (XV secolo), che troneggia in una grande lunetta absidale, seguita dai resti di affreschi presenti sulle altre pareti che risultano però assai labili o irrimediabilmente deteriorati.

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CHIESA DI SANTO STEFANO AL CINTO (Ex cappella rupestre)44

Località: Matera (MT)

La chiesa di Santo Stefano al Cinto, già documentata in stato di cattiva conservazione nel 1543-44, riesce ancora a farsi riconoscere grazie all’arco a tutto sesto poggiante su due mensole che incornicia l’ingresso. Per quanto riguarda gli interni è meglio soprassedere.                       mmmmmmmmmmmmmmmmmm                 mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm             


CRIPTA DEL CAPPUCCINO NUOVO (Cappella rupestre)45

Località: Contrada Cappuccini, Matera (MT)

Situata all’interno del cortile di quella un tempo era la sede della biblioteca provinciale, la cripta del Cappuccino Nuovo è un ipogeo composto da tre distinti ambienti. Il primo, quasi sicuramente il luogo dell’originaria cappella, è impreziosito da affreschi e nicchie; il secondo, a pianta rettangolare, ha l’ingresso sormontato da un arco ogivale ed il soffitto a schiena d’asino; il terzo ambiente, infine, si trova ad un livello sottostante e non presenta elementi di particolare rilevanza.


CRIPTA DEL CAPPUCCINO VECCHIO (Chiesa rupestre – IX-X secolo)

Località: Contrada Casalnuovo, Matera (MT)        46

La piccola chiesa del Cappuccino Vecchio è scavata in uno sperone roccioso situato all’estremità del Sasso Caveoso, in una posizione singolarmente isolata e nascosta. Al contrario della facciata, completamente crollata per l’incuria e per l’erosione degli agenti atmosferici, l’interno è invece in buono stato di conservazione. L’architettura della chiesa, piuttosto rifinita e armoniosa, consta di due navate parallele e collegate da un arco, ognuna delle quali termina con un’abside; le pareti non presentano tracce di affreschi ma sono abbellite da nicchie, mentre il soffitto della navata di destra contempla una piccola cupola con una croce greca incisa all’interno.

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CRIPTA DI SAN BARTOLOMEO (Ex chiesa rupestre)47

Località: Matera (MT)

L’ormai scomparsa cripta di San Bartolomeo faceva parte di quelle chiese elevate a parrocchia al tempo degli Angioini per consentire alle donne di frequentarle al riparo dell’insolenza dei soldati francesi. Il luogo di culto continuerà a svolgere la sua funzione almeno fino a metà dell’Ottocento, prima di essere profanata e definitivamente trasformata in abitazione.                mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm


CRIPTA DI SAN DONATO/CONVICINIO DI SANT’ANTONIO (Cappella rupestre – XII-XIII secolo)

48Località: Contrada Casalnuovo, Matera (MT)

La cripta di San Donato, che assieme a quelle di San Primo, di Sant’Eligio o dell’Annunziata e di Sant’Antonio fa parte delConvicinio di Sant’Antonio”, risale al XII-XIII secolo. L’interno, a pianta quadrangolare con tre navate scandite da due pilastri 48acentrali ed absidi appena abbozzate, distingue il vestibolo d’accesso all’aula per i fedeli dal presbiterio per gli officianti, la cui volta si differenzia dal resto per un’ampia cupola con inscritta a bassorilievo una croce greca gigliata. Di notevole pregio gli affreschi che qui e là la decorano, come il volto di un san Donato con la mitra vescovile sull’arco d’ingresso, di un san Leonardo in abito monacale sul pilastro a destra dell’abside, di una santa Dorotea (in verità, assai rovinato) sull’intradosso del l’arco absidale e di un Santo vescovo che trafigge un drago, raffigurazione piuttosto ricorrente nell’iconografia cristiana, sulla parete di fondo.


CRIPTA DI SAN NICOLA AL SEMINARIO (Cappella rupestre)49

Località: Contrada Casalnuovo, Matera (MT)

La cripta di San Nicola al Seminario, venuta alla luce in seguito a dei lavori di restauro per palazzo Lanfranchi, è costituita da un ambiente ipogeo scavato sullo sperone di roccia contiguo alle fondamenta dello stesso palazzo.                     mmmmmmmmmmmmmmmm                  mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm                     mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm                 


CRIPTA DI SAN PIETRO IN MONTERRONE (Chiesa rupestre)

Località: Contrada Casalnuovo, Matera (MT)

La chiesa di San Pietro in Monterrone, interamente scavata nell’ammasso calcarenitico del Monterrone da cui prende il nome, è stata realizzata per ospitare temporaneamente il capitolo della chiesa dei Santi Pietro e Paolo fino a che non venisse ultimata la costruzione della chiesa in muratura. La cripta fu poi trasformata in sepolcreto (e per questa ragione chiamata dalla gente la “carnara”) e più recentemente come legnaia e cantina. Tuttavia non va trascurata l’elegante architettura dell’interno con la zona presbiteriale ed il catino absidale che ancora oggi conservano le evidenti tracce d’una decorazione pittorica seppure illeggibile ma di buona fattura.

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CRIPTA DI SAN PRIMO/CONVICINIO DI SANT’ANTONIO (Chiesa rupestre)

Località: Contrada Casalnuovo, Matera (MT)

51bQuella di San Primo, conosciuta anche come cripta delle Tempe Cadute (per la continua caduta dei massi o “tempe” cui era soggetto l’intero rione), è la prima, subito dopo l’arco d’ingresso, delle quattro chiese rupestri racchiuse/comprese nel complesso del “Convicinio di Sant’Antonio”. All’interno, a pianta quadrata, da un pilastro un po’ decentrato si dipartono i quattro archi che delimitano le due navate, di cui una, quella centrale, è in asse con l’ingresso, mentre all’originaria abside fa posto un cunicolo che immette in un locale sottostante adibito a cantina.

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CRIPTA DI SANT’AGNESE (Cappella rupestre – XI secolo)

Località: Contrada Casalnuovo, Matera (MT)

La cappella rupestre di Sant’Agnese, interamente scavata nel ciglio della strapiombante gravina, consta di un piccolo ambiente di forma irregolare con funzione di mononavata separata dal presbiterio per mezzo di un arco a tutto sesto. Qui un altare di recente fattura è addossato al primitivo catino absidale affrescato con una raffigurazione della Santa52b di scarsa fattura, mentre il soffitto è ingentilito da una graziosa cupola con incisa una croce equilatera.

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CRIPTA DI SANT’ANTONIO ABATE/CONVICINIO DI SANT’ANTONIO (Chiesa rupestre – XV secolo)

Località: Contrada Casalnuovo, Matera (MT)

53cLa cripta di Sant’Antonio Abate, l’ultimo dei quattro ambienti sacri compresi nel “Convicinio di Sant’Antonio”, presenta l’ingresso preceduto da un piccolo nartece ed una pianta interna a croce latina con tre navate che, nella zona absidale, hanno le volte incise con croci gigliate. All’interno delle navate sono ancora visibili i palmenti per la produzione del vino, risalenti a prima che la chiesa venisse abbandonata e riutilizzata come cantina, e tutti gli altri ambienti che si aprono sulla loro destra sono stati creati per questo scopo (singolare il taglio arrotondato dei gradini per far rotolare le botti). In quanto agli affreschi ancora presenti, vanno evidenziati un sant’Antonio Abate (XV secolo) sul primo pilastro, un san Sebastiano martire (XVI secolo) su quello successivo ed una scena devozionale di scarso valore artistico, l’Apparizione della Vergine incoronata (XVIII secolo) nella zona absidale della navata di sinistra.

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GRAVINA DI MATERA

ACITO SAN CAMPO (Oratorio rupestre)

Località: Contrada Acito-San Campo, Matera (MT)            Sub-area: Parco della Murgia Materana

L’acito o asceterio San Campo, si trova nel vallone della Femmina vicino alla famosa chiesa della Madonna delle Croci. L’interno, a pianta piuttosto irregolare, è caratterizzato da pareti movimentate da nicchie, di cui una, in prossimità dell’accesso, accoglie una cisterna intonacata alimentata da un canale di raccolta delle acque piovane proveniente dall’esterno; mentre le altre due, absidali e con frammenti di affresco, affiancano un rozzo altare in pietra.

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55aASCETERIO DI MURGIA TIMONE O SAN LUPO (Oratorio rupestre)

Località: Contrada Murgia Timone, Matera (MT)

Sub-area: Parco della Murgia Materana

L’asceterio di Murgia Timone o di San Lupo si trova nella platea del Capitolo Maggiore di Matera. L’accesso è tutt’oggi assicurato da alcuni gradini, appena visibili, incisi nella roccia; mentre all’interno, interamente rimaneggiato per abbassarne il piano di calpestio, si rileva soltanto la presenza di un paio di nicchiette.

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56ASCETERIO DI SANT’AGNESE O SANTA MARIA DELL’ARCO (Oratorio rupestre)

Località: Contrada Murgia Timone, Matera (MT)

Sub-area: Parco della Murgia Materana

L’asceterio di Sant’Agnese, denominato anche di Santa Maria dell’Arco, si presenta come una piccola cella a pianta quadrata. Sulla parete di fondo un modesto affresco raffigura un Santo vescovo con mitria e mantello, affiancato da un serpente e da un angelo orante.


57CAPPELLA DELLO SPIRITO SANTO (Cappella rupestre)

Località: Contrada Murgecchia, Matera (MT)

Sub-area: Parco della Murgia Materana

La cappella rupestre dello Spirito Santo, interamente scavata nella parete 57acalcarenitica, con un avancorpo in muratura di recente fattura, è costituita da un unico ambiente di forma quadrangolare con una banchina in pietra che corre lungo i lati, un altare addossato alla parete di fondo e due nicchiette alle basi dell’arco absidale che lo contiene. Sulle pareti laterali permangono i residui degli affreschi che un tempo le ricoprivano.


CAPPELLA DI MONSIGNOR DE QUERQUIS (Chiesa rupestre)

Località: Contrada Serra di Monsignore, Matera (MT)

Sub-area: Parco della Murgia Materana58

Inserita in un complesso rupestre, denominato “Locori di Monsignore”, formato da una serie di grotte, cisterne e ricoveri per animali, la chiesetta è contraddistinta da una croce scolpita sopra l’ingresso. L’interno presenta una pianta rettangolare, un soffitto leggermente abbottato e decorato con un motivo floreale ormai pressoché illeggibile; mentre lungo le pareti è ricavato un sedile e sulla parete di fondo è alloggiato l’altare.


CAPPELLA DI SAN GIOVANNI DA MATERA (Chiesa rupestre)

Località: Contrada Murgecchia, Matera (MT)                   59

Sub-area: Parco della Murgia Materana

Quella che presumibilmente è stata la cappella rupestre di San Giovanni da Matera consta di una pianta rettangolare ed un soffitto piatto. All’interno, sul coro sopraelevato, i resti di un altare incorniciato da una nicchia absidale; sulla parete di sinistra è ancora visibile un arco, mentre su quella di sinistra insistono due aperture. Non vi sono segni o tracce di decorazioni.


60CAPPELLA DI SANTA MARIA DEGLI ALMARI (Cappella rupestre)

Località: Contrada Cozzica, Matera (MT)

Sub-area: Parco della Murgia Materana

60aLa cappella rupestre di Santa Maria degli Almari, dopo il crollo che ha parzialmente interessato l’accesso principale, presenta un’aula e due cori, separati da un muro, ciascuno con un plinto d’altare. Da rilevare la presenza di frammenti di affreschi nel coro di sinistra e sul muro di separazione.


CAPPELLA DI SANTA MARIA ALLA GRAVINA O LAMACACCHIOLA (Cappella rupestre)

Località: Contrada Lamacacchiola, Matera (MT)

Sub-area: Parco della Murgia Materana61

La cappella rupestre di Santa Maria alla Gravina o di Lamacacchiola, dall’omonima contrada della murgia Sant’Andrea, è formata da un’aula rettangolare accompagnata, sulla parete di destra, da un ambiente semicircolare cui si accede mediante un arco a tutto sesto. Un altro arco con balaustra immette nel presbiterio parzialmente crollato e tampognato alla bisogna con blocchi di pietra. Le pareti sono interessate dalla presenza di alcune croci graffite.


CAPPELLA DI SANT’ANTUONO DELLI APPISI (Ruderi di cappella rupestre)

Località: Matera (MT)                     62

Sub-area: Parco della Murgia Materana

Dell’antica cappella di Sant’Antuono delli Appisi, all’interno di un complesso rupestre fino a poco tempo fa utilizzato come ricovero per le greggi, rimane solo una parte dell’abside con i resti dell’altare e la sovrastante croce greca scolpita.


CAPPELLA DI SANT’ELIA (Cappella rupestre)

Località: Contrada Murgia Timone, Matera (MT)                  63

Sub-area: Parco della Murgia Materana 

La piccola cappella rupestre di Sant’Elia, a navata unica e pianta rettangolare con un foro (lucernario) nel soffitto, presenta degli archi a sesto acuto sulle pareti di fondo e di destra, a loro volta interessate da croci graffite.


CHIESA DELLA MADONNA DEL GIGLIO (Chiesa ed ex cenobio rupestri – XII-XIII secolo)

Località: Contrada Serra San Bruno, Matera (MT)             Sub-area: Parco della Murgia Materana 

64La chiesa della Madonna del Giglio, ubicata nel vallone di Serra San Bruno e risalente approssimativamente al XII-XIII secolo, deve la sua denominazione alla Madonna in trono con Bambino raffigurata nella lunetta absidale ed ai gigli rossi stilizzati lungo la cornice dell’arco d’ingresso. La cripta si presenta a pianta rettangolare con un sedile che corre lungo le pareti e, in fondo, un altare nell’incavo d’una nicchia absidale. Degli affreschi che originariamente la dovevano ricoprire, a parte quelli già descritti, rimane ben poco. Stesso discorso vale per il contiguo cenobio rupestre, a causa dell’utilizzo a ricovero di pastori e greggi, prima e poi (nel Cinquecento), della trasformazione ad avamposto militare.

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65CHIESA DELLA MADONNA DELLA RENA (Chiesa rupestre)

Località: Contrada Ofra, Matera (MT)

Sub-area: Parco della Murgia Materana

La chiesa della Madonna della Rena, interamente scavata nell’ammasso tufaceo, è costituita da un’aula, percorsa lateralmente da un sedile poggiante su conci di tufo, delimitata con una balaustra tufacea da un presbiterio con nicchia absidale, vagamente affrescata, e altare. Accanto a quest’ultimo un’apertura comunica con un altro vano laterale di servizio.

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CHIESA DELLA MADONNA DELLE CROCI (Chiesa rupestre – XI-XII secolo)

Località: Contrada Murgia Acito, Matera (MT)                   Sub-area: Parco della Murgia Materana

La chiesa rupestre della Madonna delle Croci, ubicata nella piccola conca in cima all’altopiano, è così chiamata per le numerose croci greche presenti al suo interno. La cripta si avvale di un’aula rettangolare, ingentilita ai lati da grandi archi ciechi, con un muretto in conci di tufo (l’originaria iconostasi) ed un bema provvisto di catino absidale. La volta presenta due cavità circolari in cui sono incise a rilievo due croci greche, le pareti sono ricoperte da croci graffite e,66b infine, l’abside è arricchita con un grande affresco bizantineggiante. Il soggetto principale è la Kyriotissa, ovvero la Madonna in trono con Bambino, affiancata dagli arcangeli Raffaele e Gabriele: opera di un valente artista ascrivibile tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo.

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CHIESA DELLA MADONNA DELLE TRE PORTE O MURGE (Chiesa rupestre – XI-XII secolo)

Località: Contrada Murgia Timone, Matera (MT)            Sub-area: Parco della Murgia Materana

La piccola chiesa della Madonna delle Tre Porte o delle Murge, in passato conosciuta come “grotta delle Croci” per le numerose croci graffite sulle pareti, deve l’attuale denominazione ai tre archi d’ingresso che consentivano l’accesso a tre diversi oratori. Le pareti interne della cripta, soprattutto dopo il recente restauro conservativo, sono impreziosite da alcuni affreschi come, una Deésis e una Madonna del melograno (XV secolo) nella navata centrale, ed una Crocifissione nell’abside (XIII secolo), un’Annunciazione e una Madonna in trono con Bambino (XIII secolo) in quella laterale.

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CHIESA DELLA MADONNA DELLE VERGINI (Chiesa rupestre)

Località: Contrada Murgecchia, Matera (MT)                    Sub-area: Parco della Murgia Materana

La chiesa rupestre della Madonna delle Vergini si trova in prossimità della strada che s’inerpica sull’altopiano murgico. D’acchito la facciata ottocentesca in muratura, con lesene e nicchie, tradisce i rimaneggiamenti soprattutto esterni del luogo di culto. Per il resto la cripta, scavata nella roccia, ad aula unica e pianta quadrata, presenta un altare in finto marmo addossato all’abside centrale, accompagnato da un altro altarino sulla parete di destra e da un’acquasantiera rupestre in quella di sinistra. Da non trascurare, infine, gli ambienti ipogei che si aprono sulla parte destra del pianoro e mostrano evidenti segni di un’antica quanto assidua frequentazione.

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CHIESA DELLA MADONNA DI MONTEVERDE (Chiesa rupestre – XVII secolo)

Località: Contrada Murgecchia, Matera (MT)                    Sub-area: Parco della Murgia Materana

Suggestivamente incastonata in una sporgenza rocciosa sulla conca del torrente Gravina, la cappella della Madonna di Monteverde, al di là della facciata esterna in conci a secco, con tre finestrelle ed un campanile a vela, presenta un unico, piccolo ambiente scavato nella roccia a pianta rettangolare che, nonostante il tempo e l’incuria, riesce ancora a conservare le tracce di alcuni altari ormai distrutti e di affreschi notevolmente deteriorati, come la Madonna con Bambino di difficile lettura raffigurata sulla parete di sinistra.

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CHIESA DELL’ANNUNZIATA ALLA STRADELLA (Chiesa rupestre)

70Località: Contrada Granulare-Graminale, Matera (MT)

Sub-area: Parco della Murgia Materana

La chiesa dell’Annunziata alla Stradella, con un ingresso ingentilito da tre archi a rilievo, si avvale di un’aula interna riccamente decorata sia sul soffitto, leggermente a capanna e con un cordolo al centro, che sulle pareti laterali, con due archi poggianti su tre semicolonne. Un altro arco a tutto sesto separa l’aula dal coro, il cui soffitto è arricchito da una croce greca inscritta in un cerchio.


CHIESA DEL CRISTO ALLA GRAVINELLA O SANTISSIMO CROCIFISSO (Chiesa rupestre – XV-XVI secolo)

71gLocalità: Contrada Gravinella, Matera (MT)

Sub-area: Parco della Murgia Materana

Quella del Cristo la Gravinella o del Santissimo Crocifisso, situata appunto nella zona della Gravinella a nord di Matera, è una chiesa rupestre con facciata in muratura (realizzata nel 1722) ed un caratteristico campanile a vela. La struttura interna comprende due ambienti: una navata centrale con affreschi sulla volta e sulle pareti, ed una più piccola adiacente, entrambi con un altare in pietra sul fondo. In quanto agli affreschi vanno rilevati una Crocifissione tra i santi Pietro e Paolo sull’altare maggiore, i quattro Evangelisti nei clipei della volta ed un san Desiderio nella parete che divide le due aule.

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CHIESA DEL CRISTO CROCEFISSO O LA SELVA (Chiesa e cenobio rupestri – XI-XII secolo)

Località: Contrada Cozzica, Matera (MT)                      Sub-area: Parco della Murgia Materana

La chiesa del Cristo Crocefisso, detto anche La Selva dal vecchio nome dell’omonima contrada, fa parte di un72d complesso cenobitico rupestre (Parco dei Monaci) che interessa buona parte della parete/dorsale rocciosa. La facciata in muratura, affiancata da due loggiati ed accompagnata da un piccolo campanile, è in stile romanico. L’interno, a navata unica e soffitto piatto, non presenta elementi architettonici di particolare rilevanza, fatti salvi due confessionali interamente scavati nella roccia posti ai lati dell’aula e formati da tre nicchie comunicanti. La parete di fondo con l’altare maggiore è interessata da tre pannelli pittorici con scene sacre ma l’affresco più interessante si trova sulla parete interna della facciata e raffigura una Madonna con Bambino databile intorno al XII-XIII secolo. Sulla sinistra della chiesa ipogea si apre tutta una serie di cavità che costituiscono l’originario cenobio: sono sei vani di forma e dimensione diverse, posti a livelli differenti, con i resti di un grande giacitoio e di un fornello scavati nella roccia.

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CHIESA DI SAN FALCIONE O SAN CANIONE (Chiesa rupestre – IX-X secolo)

Località: Contrada Murgia Timone, Matera (MT)            Sub-area: Parco della Murgia Materana

73La chiesa rupestre di San Falcione, nota anche come di San Canione (santo martire atellano), allocata in una piccola lama sulla strada panoramica che attraversa la murgia Timone, è facilmente riconoscibile per il muro che corre lungo il perimetro di un complesso grottale alquanto segnato dai pesanti riadattamenti successivi all’abbandono da parte della comunità monastica. All’origine, il sistema di grotte e nicchie scavate nella parete calcarenitica, che fa da contorno alla chiesa, formava una delle numerose pecchiare (apiari) della murgia, specializzata nella produzione di cera per le candele. La cripta, a pianta vagamente rettangolare ed il piano di calpestio ribassato rispetto all’originale, presenta una netta ripartizione degli spazi interni, con l’aula ed un’iconostasi che immette in due presbiteri, a loro volta distinti da un pilastro centrale. Del ricco corredo pittorico che un tempo abbelliva la chiesa sono ancora oggi leggibili i resti di due preziosi affreschi di san Nicola, uno sul pilastro d’ingresso e l’altro sulla parete destra; mentre è piuttosto indecifrabile quello assai rovinato presente nella parete che ospita l’altare raffigurante la scena evangelica della Presentazione di Gesù al Tempio.

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CHIESA DI SAN NICOLA ALL’APPIA (Chiesa rupestre – IX-X secolo)

Località: Contrada Murgia Timone, Matera (MT)           Sub-area: Parco della Murgia Materana

La chiesa di San Nicola all’Appia, fino a poco tempo fa erroneamente conosciuta con il nome di “San Pietro in Princibus”, si trova all’interno dell’agglomerato rupestre dei Tre Ponti. Al di là della parte anteriore del tutto crollata, si presenta a pianta quadrata con eleganti archi poggianti su quattro pilastri che scandiscono le tre navate absidate. A sua volta, l’abside della navata centrale è stato sfondato per ottenere un ambiente rettangolare ad uso pastorale74b dopo l’abbandono della chiesa, con varie figure graffite alle pareti. Ma va da sé che i rimaneggiamenti non hanno risparmiato il resto della chiesa con abbassamenti del piano di calpestio, inserimento di una mangiatoia, ecc.

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CHIESA DI SAN PELLEGRINO (Chiesa rupestre)

Località: Contrada Ofra, Matera (MT)                        75

Sub-area: Parco della Murgia Materana

La chiesa rupestre di San Pellegrino, con l’ingresso parzialmente crollato, è costituita da un’aula rettangolare e, in fondo, da un presbiterio vagamente trapezoidale, entrambi voltati a botte. A loro volta le pareti dell’aula sono caratterizzate dalla presenza di nicchie, sia di piccola che di grande dimensione. Non vi sono tracce di decorazioni.


CHIESA DI SAN VITO ALLA MURGIA (Chiesa rupestre)

Località: Contrada Murgia Timone, Matera (MT)

Sub-area: Parco della Murgia Materana

La chiesa rupestre di San Vito alla Murgia, sul vallone della Femmina e in posizione panoramica sui Sassi e sulla gravina, nonostante l’ingresso totalmente crollato, presenta una pianta alquanto articolata con una navata unica e due presbiteri. Nella fattispecie, l’ambiente di destra ha la parete di fondo arricchita da tre nicchie absidali affrescate con le raffigurazioni poco leggibili di un monaco, un vescovo ed un san Rocco; mentre quello di sinistra mostra solo due nicchie scavate sulle pareti laterali. Da rilevare che dietro l’altare, staccato dalla parete, si cela una fossa sepolcrale e che, vicino alla cripta, è situata una cisterna con una particolare copertura a cupola ricavata nel banco tufaceo sovrastante, peraltro utilizzata da Pasolini come sepolcro di Gesù nel suo “Vangelo secondo Matteo” (1964).

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CHIESA DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI (Chiesa rupestre – XI-XII secolo)

Località: Contrada Murgecchia, Matera (MT)                 Sub-area: Parco della Murgia Materana

77eLa chiesa di Santa Maria degli Angeli, nota anche come “Madonna degli Angioli”, suggestivamente isolata nella cresta d’una collina, è interamente scavata nella roccia ed è ormai priva dell’avancorpo in muratura, del tutto crollato, che un tempo ne delimitava l’accesso. La semplice struttura, a navata unica, consta di un arco absidale con intradosso, all’interno del quale è addossato un altare in pietra dipinta abbellito da una raffigurazione dell’arcangelo Michele e della Madonna con Bambino che, per quanto notevolmente deteriorati, si possono far risalire al XII-XIII secolo. Negli affreschi presenti in altri due vani adiacenti, seppure rovinati, sono ravvisabili un sant’Antonio da Padova, una santa Sofia (XIII secolo) ed un Santo vescovo (XIV secolo). Alla cripta è in qualche modo collegato un sistema grottale formato da alcuni ipogei, con evidenti segni di frequentazione ed una grande cisterna per la raccolta di acqua piovana, presumibilmente utilizzati come asceteri o romitori dai monaci che officiavano la chiesa.

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CHIESA DI SANTA MARIA DELLA PALOMBA DUE (Chiesa rupestre – XIV-XV secolo)

78Località: Contrada Murgecchia, Matera (MT)

Sub-area: Parco della Murgia Materana

Quella che si trova sotto il santuario di Santa Maria della Palomba, cui si accede da uno stretto passaggio alla destra del coro, è la preesistente chiesa scavata nella roccia e distinta con il numero due. La cripta, a pianta rettangolare e soffitto a schiena d’asino, presenta nella parete di sinistra tre nicchioni con intradossi decorati che contengono raffigurazioni della Strage degli Innocenti e della Crocifissione; mentre gli altri due della parete di sinistra conservano una statua policroma della Madonna con Bambino ed un affresco del “martirio di Sant’Orsola”.

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CHIESA DI SANTA MARIA DELLA VALLE O LA VAGLIA (Chiesa rupestre -VIII-XI secolo)

Località: Contrada La Vaglia, Matera (MT)                    Sub-area: Parco della Murgia Materana

Quella di Santa Maria della Valle, comunemente nota come “la Vaglia”, dal nome dell’omonima contrada, situata in un valloncello poco distante dal centro abitato, è da considerarsi come la chiesa rupestre più grande del materano. La chiesa attuale, delle cui origini mancano le fonti certe (probabilmente contemporanea a quella di Sant’Eustachio), si79b contraddistingue anzitutto per la pregevole ed elegante facciata, con ben quattro porte d’accesso incorniciate ed intervallate da archetti e lesene, la cui realizzazione è stata effettuata in tempi differenti (tra il XIII ed il XIV secolo). L’interno, con tre navate absidate delimitate da pilastri e copertura delle volte a schiena d’asino, è a sua volta impreziosito da un ciclo di affreschi di buona fattura, come  una Crocifissione (XVII-XVIII secolo) ed una Madonna con Bambino (fine XVI secolo) nella navata di sinistra, un Padre Eterno (XVII secolo) in una nicchia del primo pilastro, una Deésis (XIII-XIV secolo) nella conca absidale di centro seguita da un san Francesco (XIV secolo), una Madonna in trono con Bambino di epoca angioina ed un san Gregorio Papa (XVII secolo) nell’incavo absidale di destra.

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CRIPTA DEGLI EVANGELISTI (Cappella rupestre – XV-XVI secolo)

Località: Contrada Granulare-Graminale, Matera (MT)

Sub-area: Parco della Murgia Materana

Quella degli Evangelisti è una piccola cappella scavata nella roccia calcarenitica interamente ricoperta da pitture murali del XVI secolo. L’interno propone un unico ambiente rettangolare con volta a botte e spezzoni di quei sedili ricavati nella roccia che originariamente correvano lungo il perimetro interno. Gli affreschi parietali (XVI secolo) ripropongono un’iconografia dei quattro Evangelisti, cui si aggiungono i santi Pietro, Antonio, Caterina, Eustachio,80c Apollonia e Lorenzo assieme ad un’Annunciazione, una Madonna in trono con Bambino e, sopra l’altare, una Crocifissione.

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CRIPTA DEL CRISTO DOCENTE (Chiesa rupestre – XI-XIII secolo)

Località: Contrada Agna-Le Piane, Matera (MT)                  Sub-area: Parco della Murgia Materana

81La piccola chiesa del Cristo Docente, interamente scavata nell’ammasso tufaceo, è situata all’interno di un podere privato, tra ulivi, fichi ed altri alberi da frutta. L’ambiente ad aula unica è 81aingentilito da un’abside che occupa l’intera parete di fondo e da due nicchie che si aprono nelle pareti laterali: quella di sinistra conserva un affresco della Madonna in trono con Bambino e san Pietro; mentre quella di destra, più deteriorata, mostra le tracce di una scena sacra. Sulla parete adiacente all’abside è inoltre raffigurato un san Giovanni Battista seguito da altri santi, non meglio identificati, che compaiono nell’intradosso dell’arco absidale. Tutti gli affreschi appartengono presumibilmente ad uno stesso periodo compreso tra la fine del XII e la prima metà del XIII secolo.


CRIPTA DEL PANTANO (Cappella rupestre)

Località: Contrada Murgecchia, Matera (MT)                   82

Sub-area: Parco della Murgia Materana

Quella del Pantano è una piccola cappella rupestre con al centro un possente pilastro che sorregge due arcate a tutto sesto di accesso al coro, un soffitto piatto ed un piano di calpestio piuttosto irregolare. Per il resto, la parete di sinistra è abbellita da alcuni archi con croci incise nella roccia e quella di destra, invece, da un fonte battesimale e da una vecchia tomba ad arcosolio.


CRIPTA DEL SARACENO O DI SAN NICOLA AL SARACENO (Chiesa rupestre)

Località: Contrada Vitisciulo, Matera (MT)                   Sub-area: Parco della Murgia Materana

La chiesa di San Nicola al Saraceno, nei pressi del “villaggio saraceno”, al di là dell’arco parabolico d’accesso, presenta un’aula provvista di banchina che corre lungo le pareti perimetrali. Più avanti un’altra arcata, questa volta con funzione d’iconostasi, immette nel coro rialzato con in fondo, tra due finestrelle, l’ampio catino absidale con al 83centro il plinto dell’altare. L’unico affresco, appena leggibile, è presente sulla parete sinistra dell’aula e raffigura appunto San Nicola di Myra.

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84CRIPTA DEL VITISCIULO (Cappella rupestre)

Località: Contrada Vitisciulo, Matera (MT)

Sub-area: Parco della Murgia Materana

La cappella rupestre del Vitisciulo, assieme a quella di San Luca alla Selva nel complesso grottale denominato “villaggio saraceno”, dopo le modifiche apportate alla struttura da un pastore negli anni Ottanta per renderla abitabile, si presenta con l’accesso originario occluso e l’abside sfondato. Per il resto, l’interno della cripta, a navata unica, conserva ancora l’arco parabolico che introduce nel coro a pianta semicircolare, senza trascurare una croce a rilievo sulla parete di destra ed i resti di alcune sepolture terragne in prossimità dell’ingresso.


85CRIPTA DI PANDONA (Chiesa rupestre)

Località: Contrada Pandona, Matera (MT)

Sub-area: Parco della Murgia Materana  

La chiesa rupestre di Pandona, dal nome della contrada in cui è ubicata, sul versante opposto della gravina rispetto a quello in cui si trova la cripta di Sant’Eustachio, si presenta con un portale d’ingresso ad arco incorniciato che immette in un vestibolo quadrato provvisto di sedile lungo le pareti e comunicante sulla sinistra con una piccola cappella voltata a botte. Più 85bavanti un pilastro con tracce di affreschi sorregge i due archi parabolici d’accesso al presbiterio, con i resti dell’altare a ridosso d’una nicchia absidale sormontata da una cupoletta e di una sepoltura scavata nel pavimento. All’esterno della chiesa non va trascurata una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana, anche in questo caso convogliata dal tipico sistema di canalizzazione inciso lungo la facciata.


86aCRIPTA DI SAN GIORGIO A TRASANO (Cappella rupestre)

Località: Contrada Trasano, Matera (MT)

Sub-area: Parco della Murgia Materana

La cappella rupestre di San Giorgio a Trasano, situata all’interno dell’omonima area archeologica, è caratterizzata da un ingresso piuttosto arcuato e da uno sviluppo in lunghezza, a mo’ di tunnel. L’ambiente interno è suddiviso in tre settori da due archi a tutto sesto sorretti da pilastri, con quello di fondo che accoglie una profonda abside ed una vasca tonda. Le pareti, infine, sono interessate dalla presenza di numerose croci graffite.

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CRIPTA DI SAN LEUCIO (Ruderi di cappella rupestre)

87Località: Contrada La Bruna, Matera (MT)

Sub-area: Parco della Murgia Materana

Della testimonianza cultuale dell’antica cappella rupestre di San Leucio, il cui ingresso è da tempo crollato per la friabilità della roccia tufacea, ed a lungo riutilizzata come ricovero di armenti, rimangono soltanto le numerose croci graffite sulle pareti interne.


88CRIPTA DI SAN LUCA ALLA SELVA (Chiesa rupestre – IX-X secolo)

Località: Contrada Vitisciulo, Matera (MT)

Sub-area: Parco della Murgia Materana

La chiesa rupestre di San Luca, situata nella valletta del “villaggio saraceno”, nonostante le modifiche subite soprattutto nella zona di accesso, conserva pressoché integro l’impianto bizantino dell’architettura interna. La 88astruttura, con una navata centrale e due ambienti laterali (il primo, con funzione di fonte battesimale ed il secondo, di piccola cappella con altarino), oltre al vestibolo introduce ai veri e propri spazi liturgici: ovvero l’aula, con sedile lungo le pareti, e il bema, separato dal resto della chiesa da un’iconostasi, con il catino absidale contenente l’altare principale sovrastato da una piccola cupola a cerchi concentrici scavata nella roccia e accompagnato/abbellito ai lati da due nicchie.


CRIPTA DI SAN MICHELE ALL’OFRA (Cappella rupestre)

Località: Contrada Ofra, Matera (MT)                           89

Sub-area: Parco della Murgia Materana

Nonostante le trasformazioni subite (fino a qualche anno fa veniva utilizzata come ovile), la cripta di San Michele all’Ofra conserva ancora la fisionomia dell’originario luogo di culto. Sulla parete di fondo, nell’incavo di un’absidiola, è affrescato appunto l’arcangelo Michele cui fanno compagnia tracce di dipinti illeggibili sulle altre pareti; mentre all’esterno è ancora perfettamente funzionante una cisterna a muro per la raccolta delle acque piovane.


CRIPTA DI SAN MICHELE DI SERRA SANT’ANGELO (Chiesa rupestre)

Località: Contrada Serra Sant’Angelo, Matera (MT)

Sub-area: Parco della Murgia Materana

La cripta di San Michele di Serra Sant’Angelo, meglio nota come “grotta dei pipistrelli”, situata sul fianco destro della gravina materana, è stata utilizzata come riparo o dimora sin dal paleolitico, poi via via in epoca eneolitica e nell’età del bronzo fino ad arrivare al medioevo allorquando diventerà una chiesa rupestre.

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91aCRIPTA DI SAN NICOLA ALL’ANNUNZIATA (Chiesa rupestre – XII-XIII secolo)

Località: Contrada Cugno della Lupara, Matera (MT)

Sub-area: Parco della Murgia Materana

La chiesa di San Nicola all’Annunziata, originariamente dedicata a Santa Maria de Olivara o Olivares, all’interno del nucleo grottale del vallone del Prete, è costituita da due navate comunicanti tra loro mediante tre archi a rilievo e di quel che rimane di un’iconostasi che un tempo separava l’aula dal 91coro. Per il resto, mentre il soffitto della navata principale è in parte crollato abbandonando gli affreschi presenti nelle pareti all’inesorabile dilavamento, per fortuna al centro del catino absidale riesce ancora a conservarsi un Cristo pantocratore del XIV secolo seguito dai resti di una Vergine nimbata accanto al fonte battesimale. E’ assai probabile che la cripta svolgesse le funzioni di laura nel contesto del complesso cenobitico rupestre su quattro livelli/piani successivamente utilizzato come ovile fortificato dalle comunità agropastorali locali.


CRIPTA DI SAN NICOLA ALL’OFRA (Cappella rupestre – XIII-XIV secolo)

Località: Contrada Ofra, Matera (MT)                              Sub-area: Parco della Murgia Materana

ofraCon la denominazione San Nicola dell’Ofra viene identificata la cappella che si colloca al secondo livello dell’omonimo complesso rupestre: quell’insieme di grotte che si snoda su quattro diversi livelli intercomunicanti (mediante una suggestiva rete di cunicoli e scalette scavate nella roccia) lungo la strapiombante parete della gravina. L’interno della cripta, per quanto assai rimaneggiato, è costituito da un unico ambiente con nicchia absidale ed alcuni archi a tutto sesto, di cui uno decorato con un affresco della Madonna con Bambino tra Santi accompagnato da frammenti di un probabile san Nicola di Myra in abito vescovile presenti sulla parete destra. Il complesso dell’Ofra, nonostante le pesanti modifiche apportate per trasformarlo in un grande ovile, è un esempio assai significativo dell’antropizzazione dell’altopiano murgico. Ma questo non lo salva dallo stato di abbandono e di degrado cui è soggetto a causa delle sempre più precarie e pericolose condizioni statiche della struttura.

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93CRIPTA DI SANTA MARIA DELLA PALOMBA TRE (Cappella semirupestre – XVII secolo)

Località: Contrada Murgecchia, Matera (MT)

Sub-area: Parco della Murgia Materana

Si tratta della cripta che si trova in prossimità del santuario della Palomba e convenzionalmente identificata con il numero tre. La struttura, assai deteriorata soprattutto nella parte sovrastante, è costituita da una mononavata rettangolare con soffitto a schiena d’asino abbellito al centro da una croce greca.


CRIPTA DI SANTA MARIA DELLA VERDESCA (Cappella rupestre)

Località: Contrada Verdesca, Matera (MT)                             Sub-area: Parco della Murgia Materana

La cappella rupestre di Santa Maria della Verdesca, all’interno del “villaggio trincerato” di Trasanello, è costituita da un primo ambiente di forma assai irregolare sulla cui parete di destra è scavata un’abside sovrastata da una piccola cupola. Un altro ambiente sulla sinistra è a sua volta arricchito da due absidi: l’una sulla parete di fondo e l’altra in prossimità dell’accesso. Non permangono tracce di eventuali decorazioni pittoriche.

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CRIPTA DI SANT’ANGELO DELLA MENSA (Cappella rupestre)

Località: Contrada, Matera (MT)

Sub-area: Parco della Murgia Materana95

La cappella di Sant’Angelo della Mensa, ora inserita nel contesto di un complesso rupestre d’uso agropastorale, si presenta con un basso muretto a secco che racchiude l’accesso. All’interno, in prossimità della parete di sinistra è scavata una tomba, mentre su quella di fondo viene conservato l’affresco di san Michele Arcangelo. A destra dell’altare, poi, si apre un’altra cavità naturale con il piano di calpestio rialzato dai detriti ammassatisi nel tempo.


CRIPTA DI SANT’EUSTACHIO (Cappella rupestre)

Località: Contrada Selva Venusio, Matera (MT)                  Sub-area: Parco della Murgia Materana

La cappella rupestre di Sant’Eustachio, dall’accesso piuttosto complicato, ubicata com’è a mezza costa lungo il ciglio della gravina, nel contesto di un gruppo di strapiombanti grotte probabilmente abitate sin dall’alto-medioevo e, in taluni casi, ancora frequentate per usi pastorali. La cripta, distinguibile da subito per la particolare architettura, presenta una facciata pressoché rovinata dai crolli ed una pianta a due navate separate da un pilastro spezzato e due archi di buona fattura. Le pareti interne, completamente intonacate e interessate da nicchie ed altari, sono decorate con pannelli pittorici che raffigurano i santi Pietro e Paolo, una Madonna con Bambino un po’ danneggiata, un san Domenico ed una Deposizione dalla Croce sul catino absidale della navata centrale. Ma sicuramente l’affresco più significativo è quello presente nella parete di destra con sant’Eustachio a cavallo, opera ascrivibile ad un rifacimento (XVII secolo) della chiesa.

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CRIPTA DI SANTO STEFANO DI PANDONA (Cappella rupestre)

Località: Contrada Selva Venusio, Matera (MT)                  97

Sub-area: Parco della Murgia Materana

La cappella di Santo Stefano di Pandona si trova nel contesto dell’insediamento rupestre che si articola sulla gravina subito dopo la chiesa di Sant’Eustachio. All’interno, sulla parete di sinistra è allocato un fonte battesimale sovrastato da un affresco di scarso valore che raffigura la Santissima Trinità seguito da un altro con la Madonna con Bambino; mentre quello di sant’Antonio, sulla parete opposta, è quasi del tutto illeggibile. Un’apertura collega l’ambiente principale ad un altro di servizio che termina con un arco a tutto sesto.


CRIPTA DELLA SERRITELLA (Ruderi di cappella rupestre)

Località: Contrada Pianoro di Serritella, Matera (MT)

Sub-area: Parco della Murgia Materana98

Della cripta della Serritella, ubicata nell’omonima contrada e trasformata in ovile, non si hanno notizie storiche. L’interno si presenta a navata unica e pianta quadrata con al centro un lucernario e sul fondo un’ampia abside che, ancora oggi, conserva labili tracce di affreschi. A sinistra della chiesa, quasi a picco sulla gravina, si ritrova un’altra grotta in parte crollata con i resti di una tomba ad arcosolio.


GROTTA DEL BRIGANTE PADOVANI (Cripta rupestre)

Località: Contrada Ofra, Matera (MT)                      Sub-area: Parco della Murgia Materana

La cripta che, nella fattispecie, prende il nome dal brigante Padovani che insolitamente ne fece il proprio rifugio, si avvale all’esterno di un piccolo porticato intagliato nella roccia e poggiante su due pilastri. Nel primo dei due ambienti interni vi sono due cisterne, una piccola ed una grande, comunicanti tra di loro; mentre nell’altro sono evidenti le tre piccole cavità nel piano di calpestio ed un gradone con funzione di sedile.

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GROTTA DEL SOLE (Cappella rupestre)

Località: Contrada San Gregorio, Matera (MT)                        Sub-area: Parco della Murgia Materana

La grotta del Sole si trova all’interno di un complesso rupestre servito da una piccola scala a strapiombo su una cava in disuso. Il primo degli ambienti di cui è formata conserva una cisterna ed alcuni simboli sacri alle pareti; mentre il100b secondo presenta un magnifico sole antropomorfo scolpito sul soffitto, da cui origina il nome.

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ORATORIO DELL’AGNA (Oratorio rupestre)

Località: Contrada Agna-La Piana, Matera (MT)                              101

Sub-area: Parco della Murgia Materana

Il piccolo oratorio rupestre dell’Agna, poco distante dalla grotta del brigante Padovani, ha una forma circolare e due minuscole aperture un tempo abbellite da pilastri. Le pareti interne sono interessate da numerosi croci graffite, mentre nel pavimento, stravolgendo l’impianto originario, è stata successivamente ricavata una cisterna.


ORATORIO DELL’OFRA (Oratorio rupestre)

Località: Contrada Ofra, Matera (MT)                   102

Sub-area: Parco della Murgia Materana

L’oratorio dell’Ofra ha forma vagamente rettangolare, soffitto piano e pavimento ribassato di quasi mezzo metro rispetto all’ingresso. L’interno, oltre ad un giacitoio ricavato nella roccia sotto un arco, è caratterizzato dalla presenza di numerose croci graffite lungo le pareti.


SACELLO DELLA BEATA VERGINE DEI DERELITTI O DELLA SCORDATA (Cappella rupestre)

103aLocalità: Contrada Murgecchia, Matera (MT)

Sub-area: Parco della Murgia Materana

Il sacello della Beata Vergine dei Derelitti, chiamata volgarmente “della Scordata”, è un’antica cappella rupestre chiusa, in seguito ad un restauro conservativo operato nella seconda metà dell’Ottocento da un monaco agostiniano, mediante un avancorpo in conci di tufi con portale d’ingresso e timpano nicchiato. L’interno, a navata unica e pianta rettangolare, presenta un altare in pietra dipinta addossato alla parete di fondo, affiancato da due nicchie laterali con altarini e sottostanti banchine. Dell’originaria decorazione, oltre ad alcuni frammenti poco leggibili, rimane il solo affresco di san Nicola di Myra nell’arco della parete di sinistra.

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SANTUARIO DI LARIENZO (Cappella rupestre)

Località: Contrada Cozzica, Matera (MT)

Sub-area: Parco della Murgia Materana104

La cappella rupestre di Larienzo, che prende il nome dall’antico toponimo del vallone in cui è situata, presenta una struttura mista: in parte ricavata nell’ammasso calcarenitico ed in parte realizzata con grossi mattoni. All’interno, sulla parete di fondo è visibile una piccola edicola adornata da due colonnine e qui e là simboli e croci graffite, sia pure non disgiunti dagli evidenti segni di rimaneggiamento operati per riadattare il luogo di culto ad altro uso.


CAPPELLA DI SANT’ANDREA PRESSO VILLA IRENE (Chiesa rupestre – XI-XII secolo)

Località: Contrada Murgia Sant’Andrea, Montescaglioso (MT)

Sub-area: Parco della Murgia Materana

La chiesa rupestre di Sant’Andrea, collocata all’interno della masseria Strada e utilizzata come ovile da quasi un secolo, ha una pianta interna a tre navate absidate. Nonostante la trasformazione subita (i pilastri sono stati tagliati e le absidi sfondate per allargare alla bisogna l’ambiente) sono ancora evidenti le tracce degli affreschi che un tempo dovevano ricoprire le pareti. In ogni caso, l’impianto a tre navate con absidi caratterizza un modello basilicale solitamente praticato dalle comunità monastiche benedettine dell’XI e del XII secolo; senza tuttavia trascurare una qualche similitudine con l’abbazia di Sant’Angelo a Montescaglioso di epoca normanna, da cui probabilmente doveva dipendere.

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CHIESA DELLA MADONNA DELLA LOE O MURGIA (Chiesa rupestre – XI secolo)

Località: Contrada Pianelle, Montescaglioso (MT)            Sub-area: Parco della Murgia Materana

106Attestata sin dall’XI secolo con la denominazione di Santa Maria della Palomba e successivamente modificata in Madonna dell’Aloia, dalla pianta (aloe) di cui è ricco il territorio circostante, la chiesa della Madonna della Loe (dall’omonimo vallone che la ospita) o della Murgia è formata da un avancorpo o facciata in muratura che precede un grande ambiente rettangolare interamente scavato nell’ammasso tufaceo. A parte la banchina che corre lungo le pareti perimetrali ed un’acquasantiera, del- l’originaria struttura rimangono solo i resti di un pilastro che pende dal soffitto, d’un paio di nicchie absidali, dell’altare di sinistra e di alcune sepolture altomedievali scavate in ambienti attigui. Risalgono invece all’Ottocento, l’altare maggiore con un crocifisso ligneo e le due file di mattoni pavimentali che lo collegano all’ingresso.

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CRIPTA DEL CANARINO (Cappella rupestre)

Località: Contrada Pianelle, Montescaglioso (MT)          Sub-area: Parco della Murgia Materana

Sempre nel vallone della Loe, la cappella rupestre del Canarino, con la parete che sorregge l’arco d’ingresso parzialmente crollato, si presenta a navata unica e con il piano di calpestio più basso rispetto a quello dell’entrata. All’interno, l’aula rettangolare è provvista di una banchina perimetrale mentre due archi parabolici la separano dalla zona presbiteriale con il plinto dell’originario altare e l’accenno di un’abside. Gli intradossi degli archi, il pilastro centrale e le pareti sono interessati dalla presenza di numerose croci graffite accompagnate da iscrizioni, assai corrose dal tempo, in latino e greco. Infine, in prossimità dell’accesso alla cripta non va trascurata una tomba ad arcosolio.

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CRIPTA DEL PARITIELLO (Cappella rupestre)

Località: Contrada Paritiello, Montescaglioso (MT)          Sub-area: Parco della Murgia Materana

Si tratta di una piccola chiesa rinvenuta nel 2000 in contrada Paritiello, lungo il tracciato della strada medievale per la val Bradano. La cripta, ricavata asportando il terreno che si trovava al disotto d’un macigno di puddinga (la roccia dura e tipica di Montescaglioso) con funzione di copertura, ha la facciata in pietra e tufo sovrastata da una nicchia ed una croce intagliata nel tufo.

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CRIPTA DELLA SCALETTA (Cappella rupestre)

Località: Contrada Pianelle, Montescaglioso (MT)          Sub-area: Parco della Murgia Materana

Situata nel vallone della Loe, la cappella rupestre della Scaletta, cui si accede attraverso un arco parabolico decorato con due nicchiette nell’intradosso, si presenta con un’aula rettangolare corredata di una banchina che corre lungo il perimetro interno. Nella parete di sinistra una porta ed una finestra comunicano con un ambiente attiguo in cui è ricavata una cisterna; mentre un muretto con funzione d’iconostasi, sormontato da un arco a sesto ribassato, divide l’aula dal presbiterio con i resti dell’antico altare e della conca absidale. Non vanno trascurati, infine le croci graffite sulla parete di destra ed un altro ambiente più piccolo con una tomba a vista.

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CRIPTA DI COZZO SANT’ANGELO (Chiesa rupestre – XI-XII secolo)

Località: Contrada Murgia Sant’Andrea, Montescaglioso (MT)

Sub-area: Parco della Murgia Materana

110Scoperta nel 2000, alle falde del Cozzo Sant’Angelo, lungo una sterrata che penetra nella Murgia, la chiesa rupestre si presenta ad aula unica di forma trapezoidale con tre archi che separano il transetto e l’abside dalla navata. Per il resto quest’ultima conserva ancora tracce di intonaco ed era probabilmente affrescata; mentre la presenza sulle pareti di alcune incisioni (come una bilancia sorretta da una spada) sembrerebbero rifarsi a quella simbologia micaelica tipicamente longobarda, ancorché l’impianto va collocato tra la metà dell’XI ed i primi decenni del XII secolo.


CRIPTA DI SANT’ANDREA (Cappella rupestre)

Località: Contrada Pianelle, Montescaglioso (MT)            Sub-area: Parco della Murgia Materana

La cappella rupestre di Sant’Andrea, situata nel vallone della Loe, con l’accesso originario oggi murato, consta di un ambiente/aula a pianta rettangolare e, sulla parete di fondo, di due absidi con altare distinti da un pilastro. Inoltre111b sulla parete di destra sono presenti un sedile ed alcune nicchie a sesto acuto; mentre quella di sinistra è interessata da una tomba ad arcosolio.

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GRAVINA DI PICCIANO

CHIESA DEL CASALE DI CRISTO (Chiesa rupestre)

Località: Contrada Piano di Chiattamura, Matera (MT)112

La chiesa del Casale di Cristo, cui si accede attraverso uno stretto ed impervio sentierino che scende lungo il ciglio della gravina di Picciano, si presenta abbastanza rovinata per il crollo della parete sinistra. La pianta ad aula unica, con un basso muretto che la separa dal coro, presenta sul fondo un’abside decorata con altare incorporato.


113CHIESA DI SAN NICOLA AL BIRMIGIGLIO (Chiesa rupestre)

Località: Contrada Matinelle-Chiattamura, Matera (MT)

Della chiesa di San Nicola al Birmigiglio, al di là dell’ingresso parzialmente crollato a causa della friabilità della roccia tufacea, rimane la profonda abside in fondo all’aula con al centro i resti dell’antico altare e la parete di sinistra con minuscoli frammenti di affreschi.        mmmmmmmmmmmmmmmmm                mmmmmmmmmmmmmmmmmmmm             mmmmmmmmmmmmmmmmmmm                                         


CHIESA DI SAN PIETRO IN LAMA (Ruderi di chiesa rupestre)

Località: Contrada Piano di Chiattamura, Matera (MT)114

La chiesa di San Pietro in Lama, a causa delle trasformazioni e mutilazioni (tutti i pilastri che sorreggevano gli archi sono stati tagliati) che ne hanno gravemente alterato l’architettura interna, consente solo di immaginare quello che poteva essere l’impianto originario. A testimoniare la sacralità del luogo rimangono un fonte battesimale, due grandi nicchie con resti di affreschi ed il soffitto ingentilito da due cupole.


CRIPTA DEI GROTTINI (Cappella rupestre)

Località: Contrada Grottolini, Matera (MT)115

La cripta dei Grottini, che si trova nella gravina di Picciano, è assai probabilmente un’antica tomba a grotticella adattata a cappella rupestre. La struttura consta di una pianta a croce con una cupola leggermente ogivale al centro e due ingressi, uno sulla parete laterale e l’altro, a pozzo, in mezzo alla cupola.


CRIPTA DEL CRISTO (Cappella rupestre – XIV-XV secolo)

Località: Contrada Piano di Chiattamura, Matera (MT)

La cripta del Cristo, pressoché nascosta dalla vegetazione in prossimità della gravina di Picciano, ha un ingresso problematico in quanto sospeso ad un paio di metri dal livello del terreno a causa dell’inesorabile erosione della parete tufacea. La struttura della chiesa presenta il presbiterio provvisto di un muretto che lo separa dal resto dell’aula, una nicchia nella parete di sinistra ed una finestrella in quella di destra che si affaccia in un ambiente di servizio, mentre al centro è collocata la primitiva base dell’altare.

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CRIPTA DEL FALCO (Cappella rupestre – XIV-XV secolo)

Località: Contrada Piano di Chiattamura, Matera (MT)117

La cripta del Falco, nella gravina di Picciano, a causa della progressiva erosione della roccia si presenta con la facciata quasi del tutto crollata. All’interno, a pianta semicircolare, un piccolo muretto separa l’aula dalla zona presbiteriale con due altari e due absidi nella parete di fondo.


CRIPTA DEL PECCATO ORIGINALE (Cappella rupestre – VIII-IX secolo)

Località: Contrada Pietrapenta, Matera (MT)

118bLa cripta del Peccato Originale, autentico capolavoro dell’arte pittorica rupestre, si trova lungo una delle pareti rocciose della gravina di Picciano, appena fuori Matera, e deve la sua denominazione ad una delle scene più significative tra quelle rappresentate dagli affreschi. Nonostante un recente restauro le abbia ridato un certo lustro, a causa del lungo periodo di incuria e 118ddi abbandono non è più possibile risalire all’originaria struttura dell’ambiente che, attualmente, comprende un’unica aula con tre nicchie absidali sulla parete di sinistra. Sul piano pittorico, la parete di fondo è interessata da episodi del Vecchio Testamento tratti dalla Genesi (come quello del Peccato Originale, appunto), mentre le nicchie absidali contengono ciascuna delle triarchie di soggetti sacri: la prima dei santi, con gli apostoli Pietro, Andrea e Giovanni; la seconda delle vergini, con la Madonna con Bambino assieme ad altre due figure femminili; la terza degli angeli, con gli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele. Fatto emblematico: tutte le scene sono impreziosite ed accomunate da un leitmotiv floreale, tanto da identificare l’ignoto artista che li ha realizzati come il “pittore dei fiori”.

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CRIPTA DI SAN GENNARO AL BRADANO (Cappella rupestre – XI-XII secolo)

Località: Contrada Santa Lucia al Bradano, Matera (MT)

Alla cappella rupestre di San Gennaro al Bradano, dopo il crollo del costone roccioso in cui è stata scavata, si accede solo attraverso un’apertura realizzata appositamente per agevolare l’utilizzo pastorale. La struttura interna, per quanto sconvolta dalle modifiche subite, riesce a conservare taluni elementi/aspetti dell’originaria architettura, come i monconi di archi che pendono dal soffitto, i due catini absidali presenti nella parete di fondo e, soprattutto, gli affreschi ancora leggibili che raffigurano un Cristo pantocratore e due santi, Simeone e Gennaro, tutti databili intorno al XII secolo.

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CRIPTA DI SAN GIACINTO (Ex cappella rupestre – XIV-XV secolo)

Località: Contrada Piano di Chiattamura, Matera (MT)

Dell’originario impianto dell’antica cripta di San Giacinto, situata nella gravina di Picciano, a causa delle diverse e pesanti trasformazioni subite, è possibile rilevare soltanto alcune piccole nicchie che, tuttavia, ne attestano l’esistenza.


CRIPTA DI SAN LUPO O DEL CROCIFISSO AL GUIRRO (Cappella rupestre)

Località: Contrada San Martino, Matera (MT)

121La cripta di San Lupo o del Crocifisso al Guirro, il torrente alla cui confluenza con la gravina di Picciano è scavata, si presenta ripartita in tre ambienti con pareti affrescate da iconografie sacre: come una Madonna del Latte (galaktotrophousa), discretamente conservata nella parte alta del bema; un’Annunciazione, alquanto rovinata a destra del presbiterio; una Crocifissione tra un Santo monaco e san Giovanni Evangelista nella conca absidale di fondo. La navata di sinistra, invece, realizzata in un tempo successivo, conserva un’abside affrescata con la raffigurazione di san Lupo vescovo oltre a diverse croci graffite sulle pareti.


CRIPTA DI SAN MARTINO (Cappella rupestre – XIV-XV secolo)

Località: Contrada San Martino, Matera (MT)

La chiesa di San Martino, scavata nella parete calcarenitica della gravina di Picciano, è costituita da un ambiente rettangolare voltato a botte, sul fondo del quale si rinvengono i resti dell’antico altare, con pareti e nicchie laterali che conservano tracce di affreschi.


CRIPTA DI SAN PIETRO AL BRACCIOLO (Cappella rupestre)

Località: Contrada Bracciolo della Gravina, Matera (MT)123

La cappella rupestre di San Pietro al Bracciolo fa parte di un complesso grottale cui si accede mediante uno stretto ed impervio sentiero che si affaccia sulla gravina. Da un primo vano, probabilmente adibito a cella eremitica, una scaletta conduce alla cripta ripartita in due ambienti: uno, più piccolo, con due nicchie ed una banchina perimetrale; l’altro, adibito a cappella con alcune nicchie alle pareti e, in fondo, un altare sovrastato da una sorta di arcata absidale.


124dCRIPTA DI SANTA LUCIA O SANTO STASIO ALLA GRAVINA (Cappella rupestre – XII-XIII secolo)

Località: Contrada Santa Lucia al Bradano, Matera (MT)

La cappella rupestre di Santa Lucia o di Santo Stasio alla Gravina, già attestata in documenti di fine Seicento e successivamente trasformata in ricovero per animali, non presenta elementi architettonici di particolare rilievo. La chiesa, interamente scavata nel banco calcarenitico, è costituita da un’aula vagamente trapezoidale che termina, sulla sinistra, in un angusto presbiterio con un accenno di abside. Degli affreschi che un tempo la ricoprivano, a causa dei lavori di scasso subiti, rimangono oramai pochi ma significativi frammenti.

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GRAVINELLA DI SAN FRANCESCO

CHIESA DI SAN FRANCESCO A CHIANCALATA (Chiesa rupestre)

Località: Contrada Chiancalata, Matera (MT)125

La chiesa rupestre di San Francesco a Chiancalata, caratterizzata da un arco a rilievo sull’ingresso, è costituita da un piccolo ambiente rettangolare dove un arco a sesto ribassato poggiante su due pilastri separa l’aula dal coro. Lungo la parete sinistra dell’aula, subito dopo l’ingresso, è ricavato un nicchione voltato a botte; mentre su quella di fronte è presente l’altare all’interno d’una piccola abside. Gli unici frammenti di affreschi, ancorché poco leggibili, interessano la parete di destra e raffigurano presumibilmente un san Nicola di Myra (XIII secolo) ed un san Francesco (XIV secolo).


CHIESA DI SAN NICOLA A CHIANCALATA (Chiesa rupestre – XII-XIII secolo)

Località: Contrada Chiancalata, Matera (MT)

La piccola chiesa di San Nicola a Chiancalata, cui si accede attraverso un arco incorniciato da un riquadro incassato nella roccia, è caratterizzata internamente da un’arcata con funzione d’iconostasi che separa l’aula dal coro. Per il resto, il soffitto piatto è decorato con due cupole simmetriche, la parete destra dell’aula conserva i resti di una Crocifissione, mentre quelli di un affresco raffigurante san Nicola di Myra sono visibili sulla destra del coro.

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CRIPTA DEL CROCIFISSO A CHIANCALATA (Chiesa rupestre)

Località: Contrada Chiancalata, Matera (MT)

Della cripta del Crocifisso, nella contrada Chiancalata da cui prende il nome, nonostante le manomissioni subite per l’apertura di una cava, è ancora ben evidente l’architettura interna con le calotte absidali collegate da un arco; mentre non v’è più traccia degli affreschi che un tempo la rivestivano.

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LAGONEGRESE

128CAPPELLA DI SAN PAOLO (Ruderi di chiesa-romitorio – IX-X secolo)

Località: Maratea (PZ)

La cappella di San Paolo, oggi pressoché in rovina, si staglia suggestivamente su un tratto della strada che attraversa i monti calabro-lucani ed è quel che rimane di un antico romitorio basiliano. All’interno, quale testimonianza d’una assidua frequentazione, sono piuttosto evidenti le tracce di affreschi di epoche diverse: dalla più antica ai giorni nostri.


EREMO DELLA MADONNA DELLA NEVE O DEGLI ULIVI (Chiesa-romitorio – IX-X secolo)

Località: Maratea (PZ)

La chiesa della Madonna della Neve o degli Ulivi si staglia solitaria sul fianco del monte San Biagio, un po’ prima di raggiungerne la cima. Originariamente un piccolo cenobio di monaci greco-orientali, la chiesetta è stata per lungo tempo abbandonata ed è solo grazie ad un recente e salvifico restauro che è stato possibile recuperare buona parte dei pregevoli affreschi di stile bizantino che interessavano il catino absidale: come un Cristo pantocratore, purtroppo129a acefalo, una Madonna con Bambino (XIV secolo) assai ben conservata ed una probabile santa Caterina d’Alessandria.

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GROTTA DELL’ANGELO (Santuario rupestre – IV-X secolo)

130Località: Maratea (PZ)

Situata sul versante meridionale del monte San Biagio, a ridosso della statua del Redentore, questa cavità naturale deve la sua denominazione ai resti di un affresco bizantineggiante del X-XI secolo che raffigura appunto san Michele Arcangelo accanto ad una Crocifissione. Per quanto assai deteriorata o, in talune parti, irrimediabilmente danneggiata e illeggibile, la scena lascia intravvedere l’immagine della Madonna, seguita dal Cristo e da san Giovanni, sovrastati dal più nitido Padreterno. In quanto all’uso storico della grotta: si 130aipotizza che sia stato il rifugio dei primi cristiani e, più avanti, il romitorio di monaci anacoreti basiliani.

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GROTTA DELL’EREMITA (Romitorio rupestre – IX-X secolo)

Località: Maratea (PZ)

La grotta dell’Eremita, meglio conosciuta come “grotta di zu Jancu” (zio bianco), testimonia la presenza di monaci greco-orientali nel vallone di Malcanale. Nella piccola ed angusta cavità, originariamente un probabile luogo funerario, sono ancora rinvenibili due giacitoi in pietra ed alcune nicchie lucernarie o porta-oggetti; mentre le pareti conservano ancora le tracce di affreschi e, soprattutto, i segni di parecchie croci: dieci incise a bassorilievo e quattro dipinte. Non trascurando, infine, l’iscrizione a graffito che quasi si nasconde all’interno d’una delle piccole nicchie.

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VAL D’AGRI

CAPPELLA DELLA MADONNA DELLA GROTTA (Santuario rupestre – XX secolo)

Località: Cirigliano (MT)

La piccola cappella della Madonna della Grotta, così chiamata perché custodisce un’icona mariana, è stata scavata nella roccia agli inizi del secolo scorso quale segno di devozione da parte di un ex-brigante del luogo allorquando, finito di scontare la pena di circa vent’anni di carcere, decise di riscattare la sua vita diventando insegnante d’una scuola privata.

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ABBAZIA DI SANT’ANGELO AL RAPARO (Ruderi di cenobio semirupestre – X secolo)

Località: San Chirico Raparo (PZ)                          Sub-area: Parco Nazionale del Pollino

I ruderi dell’abbazia di Sant’Angelo al Raparo, ad una decina di chilometri da San Chirico, sono quelli del grande cenobio fondato nel X secolo da monaci basiliani, di cui ancora oggi sono visibili le celle scavate nella roccia. Nelle pareti dell’abbazia, oggetto di un lungo quanto interminabile restauro, si possono rinvenire tracce e frammenti degli antichi affreschi che un tempo le adornavano.

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GROTTA DI SANT’ANGELO AL RAPARO (Santuario e romitorio rupestri – X secolo)

Località: San Chirico Raparo (PZ)                          Sub-area: Parco Nazionale del Pollino

La grotta di Sant’Angelo al Raparo, che si apre proprio sotto l’omonima abbazia, prima di venire utilizzata come luogo di culto micaelico è stata il primitivo rifugio di monaci anacoreti basiliani, com’è testimoniato dall’enorme scalinata che, ancora oggi, dall’ingresso conduce al fondo dell’ipogeo. La cavità si presenta come un enorme salone ripartito in due da un ciclopico colonnato di stalattiti e stalagmiti, oltre il quale si cela un piccolo ambiente con muretti laterali che134b introduce ad alcune vasche rituali. Ma la storia della grotta di Sant’Angelo al Raparo è anche legata alla vita eremitica di san Vitale da Castronuovo che per alcuni anni, dal 980 al 986, vi ha dimorato dopo la fuga dalla Sicilia e dalle persecuzioni saracene.

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EREMO DI SANTA MARIA LA PRETA (Ruderi di cenobio rupestre – VIII secolo)

Località: Contrada Santa Barbara, Viggiano (PZ)

Sub-area: Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, Val d’Agri e Lagonegrese

Le rovine del cenobio rupestre di Santa Maria la Preta, fondato nell’VIII secolo dai monaci basiliani e rifatto dopo il Mille, si ergono al disopra di un gigantesco bastione di roccia a strapiombo sul torrente Casale. Il complesso monastico, attorno al quale si sviluppò il primitivo agglomerato del borgo viggianese, vanta una lunga e travagliata storia di passaggi, dipendenze, abbandono e degrado sotto vari ordini fino a ridursi, all’inizio del XVI secolo, alla sola chiesa ad aula unica che ancora oggi, per quanto diruta, possiamo osservare.

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VALLE DEL BASENTO

CHIESA DI SANTA MARIA DI SERRA COGNATO (Chiesa e romitorio – XII secolo)

Località: Calciano (MT)                                       Sub-area: Parco Regionale delle Piccoli Dolomiti Lucane

Si tratta del più antico complesso mariano della Basilicata edificato da san Guglielmo da Vercelli, in seguito all’abbandono di Montevergine nel 1128. La chiesa di Santa Maria, con annesso romitorio voluto da Giovanni da Matera ed ora in rovina, è costituita da un’aula mononavata con l’abside ricavato nello spessore del muro di fondo ed136b una copertura presumibilmente lignea, oltre ad un arco ogivale d’ingresso ed alcuni affreschi absidali d’epoca tardo-medievale.

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137CAPPELLA DELLA MADONNA DELLA STELLA (Cappella semirupestre – XIII-XIV secolo)

Località: Farandina (MT)

L’antica cappella della Madonna della Stella, addossata ed in parte scavata in una sporgenza rocciosa lungo una via periferica dell’abitato, conserva ancora all’interno degli affreschi del XIV secolo.                                     mmmmmmmmmmmmmmmmm


CHIESA DI SAN TOMMASO (Ruderi di chiesa semirupestre – XIII-XIV secolo)

138Località: Grottole (MT)

I poveri ruderi della chiesa semirupestre di San Tommaso, che giacciono abbandonati a pochi chilometri dal centro abitato, conservano ancora degli spezzoni di mura absidali e perimetrali oltre ad alcune parti scavate nella roccia. Quella di San Tommaso, assieme a San Lazzaro ed alla Madonna d’Appio, costituiva il polo cultuale della gente che lavorava nei campi fuori paese.

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139GROTTA DI SAN MICHELE ARCANGELO (Santuario rupestre)

Località: Pignola (PZ)

Sub-area: Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, Val d’Agri e Lagonegrese

139aLa grotta di Pignola, verosimilmente alle altre dedicate al culto micaelico, per la sua lontananza dal centro abitato ha sicuramente favorito intorno al IX secolo l’insediamento di una comunità di monaci anacoreti basiliani, in seguito sostituita da una benedettina. E furono proprio i Padri Cappuccini che nel 1535, stabilitisi in un vicino convento, realizzarono una chiesetta rupestre per agevolare l’afflusso dei fedeli: quegli stessi fedeli che, dopo il terremoto del 1980, l’hanno ricostruita e mantenuta in vita.


VALLE DEL BRADANO

140dGROTTA DI SAN MICHELE ARCANGELO (Santuario rupestre)

Località: Acerenza (PZ)

Si tratta del piccolo santuario rupestre che ad Acerenza, come in molte altre località del centro-sud, testimonia e mutua quel culto micaelico in gruptis originato dai longobardi a Monte Sant’Angelo nel Gargano. La grotta, orientata a nord-ovest (verso il Gargano, appunto) come tutte le grotte e le chiese dedicate 140ca San Michele Arcangelo di cui custodisce una statua lignea, fino al 1268 è stata sotto la giurisdizione dell’ordine monastico degli Ospedalieri di San Giovanni da Gerusalemme, uno dei tre potenti ordini di monaci-guerrieri che, assieme ai Templari ed ai Cavalieri Teutonici, era addetto alla sicurezza delle strade d’accesso alla Città Santa nonché alla raccolta di finanziamenti per la costruzione e la gestione di strutture religiose, come ospizi, monasteri e santuari, al tempo delle crociate. Per il resto è assai probabile che anche davanti alla grotta di Acerenza venisse praticato l’antico (e pagano) rito dell’incubatio con il quale gli infermi, immergendosi nell’acqua d’una vasca, potevano aspirare ad una miracolosa guarigione.

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CRIPTA DI SAN BIAGIO (Chiesa rupestre – XII-XIII secolo)

141aLocalità: Contrada Reddito degli Angeli, Forenza (PZ)

141Si tratta del complesso ipogeo, pressoché inaccessibile, situato sulla provinciale per Acerenza in una contrada chiamata Reddito degli Angeli, che costituiva la chiesa rupestre basiliana di San Biagio, da tempo soppiantata da una piccola cappella rurale mononavata. Le pareti interne lasciano ancora intravvedere alcuni frammenti di dipinti altomedievali.           NNNNnnnnnm


CHIESA DI SANTA LUCIA (Chiesa rupestre – IX-X secolo)

Località: Irsina (MT)142

La chiesa rupestre di Santa Lucia, appena fuori dall’abitato, era la parte cultuale di un antico insediamento cenobitico basiliano formato da numerose grotte-laure. Resa parzialmente accessibile dall’abbassamento del piano stradale realizzato in epoca moderna, la chiesa consta di un’aula absidata con le pareti, un tempo, ricoperte da affreschi. Quella di destra, alquanto deteriorata, conserva dei frammenti riconducibili (forse) a sant’Antonio; mentre in quella di sinistra, si trova un dipinto quasi integro che raffigura santa Lucia con i simboli del martirio.


CRIPTA DI SANT’ANTUONO (Cappella rupestre – XIII secolo)

Località: Contrada Pozzella, Oppido Lucano (PZ)

La piccola cappella rupestre di Sant’Antuono (sant’Antonio Abate), non molto lontana dal centro abitato, si presenta esternamente come una chiesetta con il tetto spiovente ed una finestra sopra il portale d’ingresso, quasi a dissimulare la cripta scavata nel tufo e, soprattutto, le sue pareti interamente affrescate. Soggetta ad un lungo abbandono a partire dal XV secolo, con il conseguente riutilizzo come porcilaia fino a poco tempo fa, grazie ad un provvidenziale restauro degli anni Settanta è nuovamente fruibile buona parte di un ciclo pittorico che contempla la vita di Gesù: dal Battesimo a l’Ingresso a Gerusalemme, dalla Passione a l’Ultima Cena, dalle Pie donne al sepolcro alla Resurrezione; cui va aggiunta una Madonna con Bambino e l’Angelo.

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VALLE DEL MÈRCURE-LAO

GROTTA DI SAN MICHELE (Romitorio rupestre – X secolo)

Località: Castelluccio Superiore (PZ)                              Sub-area: Parco Nazionale del Pollino

La grotta di San Michele è uno degli eremi più significativi della valle del fiume Lao (il cui alto corso si chiama tutt’oggi Mèrcure) dove, a partire dal IX secolo, si insediò la grande comunità ascetica del Mercurion costituita da eremi,144 laure/asceteri e piccoli cenobi che, in ossequio alla tradizione siriaco-egiziana, venivano fondati in luoghi solitari e, soprattutto, lontani dai centri abitati. La tradizione vuole che proprio questa grotta abbia ospitato per un buon ventennio san Nilo da Rossano: come discepolo dei più illustri maestri anacoreti mercuriensi, prima e poi, come caposcuola e fondatore di una nuova disciplina eremitica che, per quanto di matrice basiliana, si ispirava però al monachesimo latino. San Nilo, infatti, è un raro esempio di santo italo-greco capace di mantenere dei buoni rapporti con la Chiesa di Roma, dove si recherà più volte in pellegrinaggio.


SANTUARIO DELLA MADONNA DI COSTANTINOPOLI (Cappella semirupestre – XVI-XVII secolo)

145Località: Castelluccio Superiore (PZ)

Sub-area: Parco Nazionale del Pollino

La cappella della Madonna di Costantinopoli è situata ad un chilometro 145adal centro abitato, lungo la sterrata che conduce al bosco Difesa e subito dopo aver attraversato un vecchio ponte romano di recente restaurato. Edificata probabilmente tra il XVI ed il XVII secolo, è provvista di una piccola torre campanaria e custodisce all’interno un affresco raffigurante una bizantineggiante Madonna con Bambino, in ricordo dell’apparizione in sogno e della miracolosa guarigione d’una giovane donna.


VALLE DEL SINNI

146EREMO DI SAN SABA O CELLA DELL’EREMITA (Romitorio rupestre – XIII-XIV secolo)

Località: Chiaromonte (PZ)

Sub-area: Parco Nazionale del Pollino

L’eremo di San Saba, denominato anche “cella dell’Eremita”, era originariamente situato in un isolotto che fino al 1660 era ancora attaccato alla sponda sinistra del fiume Sinni. La piccola grotta scavata nella roccia ed il pozzo d’acqua adiacente, tutt’ora visibili, furono la prima dimora eremitica del beato Giovanni da Tolosa, appartenente al gruppo degli Spirituali insediatisi nella regione tra la fine del ‘200 e gli inizi del secolo successivo.


SANTUARIO DI SANTA MARIA DEL PANTANO (Chiesa semirupestre – XVII secolo)

Località: Contrada Pantano, San Giorgio Lucano (MT)      Sub-area: Parco Nazionale del Pollino

Il santuario di Santa Maria del Pantano, alla base di un’alta rupe nei pressi del fiume Sarmento, è ubicato in una zona del Pollino suggestivamente caratterizzata da fenomeni calanchivi. Secondo la tradizione è stato edificato nel 1650 sulla preesistente grotta in cui un cacciatore ha rinvenuto un’icona della Vergine.

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VULTURE

GROTTA DELL’ANGELO (Oratorio rupestre – VIII-IX secolo)

Località: Monticchio Laghi di Atella (PZ)                                    Sub-area: Valle di Vitalba

La grotta dell’Angelo è l’oratorio rupestre, già attestato nel IX secolo e frequentato dai monaci basiliani, successivamente inglobato nella costruzione di quell’abbazia benedettina che tutt’oggi fa parte del magnifico panorama dei laghi di Monticchio. L’interno della grotta, con il sacello dedicato all’Arcangelo e la “scala santa” per i pellegrini, è abbellito con affreschi risalenti alla prima metà dell’XI secolo.

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CHIESA DI SANTA MARGHERITA (Chiesa rupestre – X secolo)

Località: Melfi (PZ)

melfi22Quella di Santa Margherita, in prossimità del camposanto di Melfi, può senza dubbi considerarsi come la più prestigiosa tra le cripte basiliane presenti nella zona. Scavata interamente nel tufo vulcanico la chiesa consta di una lunga navata e di quattro cappelle laterali disposte a coppie (una era la cella del monaco eremita custode del luogo sacro) che, al centro della navata, formano due volte a crociera; mentre in fondo, nella zona presbiteriale, trova posto l’altare principale. Ma quel che impreziosisce e contraddistingue la chiesa sono i 149dbellissimi affreschi presenti ed ancora ben conservati, come la raffigurazione di santa Margherita e un’immagine mosaicata del Cristo pantocratore nella parete dell’altare, di alcuni santi come Nicola, i quattro Evangelisti, Basilio, Guglielmo, Elisabetta e Vito nell’arco della volta; dei martirologi, quelli di san Lorenzo, di san Benedetto e di sant’Andrea nelle pareti della navata. Non trascurando poi gli altri affreschi presenti in una delle cappelle: nella parete di sinistra san Michele, san Giovanni Battista e santa Margherita, in quella di destra una Madonna con Bambino e san Giovanni Evangelista ed infine quello, forse più ammirato, che rappresenta il Contrasto tra vivi e morti o il Trionfo della Morte, con gli scheletri che sembrano intrattenersi a conversare con i vivi: questi ultimi, una probabile trasposizione allegorica dei membri della famiglia imperiale.

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CHIESA DI SANTA LUCIA DEI GIACONELLI (Cripta rupestre – XII secolo)

Località: Contrada Giaconelli, Melfi (PZ)

La chiesa rupestre di Santa Lucia dei Giaconelli, nell’omonima contrada di Melfi, si presenta con una cappella in muratura che precede/accompagna la povera e semplice cripta (un crocifisso evidenzia il plinto dell’antico altare) scavata nel tufo. L’interno, ad aula unica, è caratterizzato dall’affresco che campeggia sulla parete di fronte, al di sopra dell’antico altare, raffigurante la Madonna con Bambino, in un riquadro e nell’altro, Santa Lucia accompagnata da un pannello didascalico con l’iconografia della santa. L’affresco, risalente al XIII secolo e per certi versi “bizanti-neggiante”, ripropone però dei temi/modelli figurativi tipici della cultura angioina: quindi lontani dalle forme italo-greche e più vicine a quelle francesi diffuse nell’Italia meridionale del Duecento.

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CHIESA DELLA MADONNA DELLE SPINELLE (Cappella rupestre – X-XI secolo)

Località: Melfi (PZ)

Quella che oggi viene indicata come la cappella rupestre della Madonna delle Spinelle, proprio per la pianta circolare dell’interno con cupoletta emisferica, non è altro che una delle cappelle facenti parte della scomparsa basilica paleocristiana di Santo Stefano (accanto si possono ancora rinvenire alcuni resti). Interessante l’affresco della Madonna con Bambino e, ai suoi piedi, l’abate Leone (XII secolo) presente nel catino absidale al disopra dell’altare.

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CRIPTA DELLO SPIRITO SANTO (Chiesa rupestre – XVII secolo)

Località: Melfi (PZ)

La chiesetta dello Spirito Santo, tra i boschi del monte Vulture a 900 metri d’altezza, è stata scavata nella roccia in memoria della battaglia tra francesi e spagnoli nella città di Melfi. All’interno, un’effigie dello Spirito Santo che, durante la processione di Pentecoste, viene riportata in città.

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CHIESA DI SAN PIETRO (Chiesa rupestre – IX-X secolo)

Località: Rapolla (PZ)

La chiesa rupestre di San Pietro, scavata in una parete tufacea di difficile accesso e che fino al secolo scorso conservava un affresco di matrice bizantina che rappresentava il Santo titolare assieme alla Madonna con Bambino e ad un altro Santo monaco, propone un impianto planimetrico a tre navate absidate di tipo basilicale o benedettino.


CRIPTA DI SAN BIAGIO (Ruderi di chiesa rupestre – IX secolo)

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Quel che rimane dell’antica cripta rupestre, ormai ridotta ad una nicchia inglobata nella struttura muraria, viene ancora conservato nella chiesa di San Biagio (XII-XIII secolo) che, appunto, con la parte laterale destra addossata alla parete rocciosa, nascondeva un’absidiola completamente affrescata. Il rinvenimento (anni Novanta) ha permesso di portare alla luce una scena della Crocifissione e sulle pareti laterali le immagini di san Biagio e di san Nicola. A seguito di altre recenti ricerche sono stati scoperti nuovi dipinti, come quello di santa Caterina d’Alessandria.

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CRIPTA DI SANTA BARBARA (Ex chiesa rupestre – X-XI secolo)

Località: Rapolla (PZ)

La povera chiesa rupestre di Santa Barbara, ormai ridotta a fienile, conserva ancora un paio degli ambienti originari ripartiti da un arco e voltati a crociera, mentre il terzo che li precedeva a guisa di vestibolo o nartece è stato pressoché distrutto per fare spazio. Da non trascurare un rosone dipinto nella cupola rimasto miracolosamente indenne.


CRIPTA DI SANT’ELIA (Ruderi di chiesa rupestre – IX secolo)

Località: Rapolla (PZ)

I ruderi della piccola cripta di Sant’Elia si trovano in mezzo ad un bosco, appena fuori dal centro abitato, e in qualche modo lasciano prefigurare un’aula a due navate absidate scandite da pilastri ed archivolti. Per il resto, tanto nelle conche   absidali quanto nelle pareti laterali sono del tutto scomparsi gli affreschi che pure le ricoprivano e solo un’epigrafe in latino identifica quella che doveva essere l’immagine del Santo titolare.


EREMO DELLA MADONNA DELLA STELLA O VALLICELLA (Chiesa-romitorio – X secolo)

Località: Rapolla (PZ)

L’odierna chiesetta della Madonna della Stella o della Vallicella, la più piccola d’Italia, è anche uno degli eremi più antichi. Nasce, infatti, come dimora eremitica di un monaco basiliano, riadattando una cantina semidistrutta dal terremoto; in seguito diventa una laura e più avanti una chiesa. Sulla parete frontale, sopra l’altare, troneggia un157a affresco bizantino (XI secolo) in cui è raffigurata la Madonna della Stella con Bambino, affiancata da san Biagio e da san Michele Arcangelo.

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GROTTE DEL CROCIFISSO (Cripta rupestre – IX secolo)

Località: Rapolla (PZ)

Le cosiddette “grotte del Crocifisso”, nell’area urbana delle cantine rupestri, anticamente note come l’eremo di San Vitale poiché, secondo la tradizione, il Santo le avrebbe elette a romitorio personale appena giunto al Rapolla nel 984, poi trasformate in laura e successivamente in chiesa, erano l’originaria sede di una cripta altomedievale trinavata ricca di affreschi bizantini murali databili tra il XIII ed il XIV secolo. Nell’ipogeo, poi incorporato alla Chiesa del Crocifisso sub divo (da tempo sconsacrata e abbandonata), si conservano ancora i resti affrescati con le immagini di san Luigi, re di Francia e, soprattutto, di san Benedetto e di san Guglielmo da Vercelli che in qualche modo collocano il sito in un ambito squisitamente benedettino (abbazia di Monticchio).

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